Si sblocca l’iter dell’autostrada regionale Cispadana: cantieri al via nel 2020, sarà pronta in 4 anni

Autostrada Cispadana

La Regione Emilia-Romagna stringe i tempi sulla Cispadana, l’autostrada regionale che collegherà l’A22 Autobrennero con l’A13 Bologna-Padova tra i caselli di Reggiolo (in provincia di Reggio Emilia) e Ferrara Sud, dopo aver attraversato i territori di 13 comuni nelle province di Reggio, Modena e Ferrara.

Le tappe per la realizzazione dell’opera – considerata prioritaria e come tale sostenuta dagli enti locali interessati – sono state illustrate mercoledì 10 luglio a Bologna nella sede della Regione Emilia-Romagna dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, dal vicepresidente e assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture Raffaele Donini, dal presidente di Autostrada regionale Cispadana (Arc) Graziano Pattuzzi e dall’amministratore delegato di Autostrade del Brennero (socio di maggioranza della stessa Arc) Walter Pardatscher, alla presenza del presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei e a quello della Provincia di Reggio Giorgio Zanni.

Secondo il cronoprogramma tra qualche mese, a ottobre, è previsto il progetto definitivo, mentre per fine anno sarà convocata la Conferenza dei servizi. I cantieri, invece, prenderanno il via nel 2020: per il completamento dei lavori serviranno quattro anni, dunque – salvo ritardi – l’entrata in esercizio è in programma entro il 2024.

L’accelerazione è stata resa possibile dopo la lettera inviata nei giorni scorsi alla Regione dalla concessionaria Arc, nella quale la società incaricata della progettazione e della realizzazione dell’opera si è impegnata a completare entro la metà di ottobre l’adeguamento del progetto definitivo alle prescrizioni della Valutazione di impatto ambientale (Via). Una volta validato il progetto, la Regione Emilia-Romagna convocherà la Conferenza dei servizi, l’organismo in cui sono rappresentati tutti gli enti interessati, per l’ultimo via libera all’intervento. Seguirà l’approvazione del progetto esecutivo e, a quel punto, l’apertura vera e propria dei cantieri.

Il tracciato della Cispadana sarà di 67 chilometri, con due corsie per senso di marcia più quella d’emergenza per tutta la sua lunghezza. Completeranno l’infrastruttura quattro autostazioni (San Possidonio-Concordia-Mirandola e San Felice su Panaro-Finale Emilia in provincia di Modena, Cento e Poggio Renatico nel Ferrarese) e i due svincoli di interconnessione con le autostrade A22 e A13.

Sono 13 i Comuni che saranno attraversati dall’asse autostradale: Reggiolo e Rolo in provincia di Reggio; Novi, Concordia, San Possidonio, Mirandola, Medolla, San Felice sul Panaro e Finale Emilia in provincia di Modena; Ferrara, Cento, Terre del Reno (Sant’Agostino e Mirabello) e Poggio Renatico in provincia di Ferrara; sette, invece, quelli interessati dagli interventi sulla viabilità complementare: Torrile, Sorbolo, Mezzani e Parma in provincia di Parma, Luzzara e Brescello in provincia di Reggio e Bondeno in provincia di Ferrara.

L’opera comporterà un investimento da oltre 1,3 miliardi di euro complessivi, con una partecipazione finanziaria della Regione di 279 milioni. La modalità scelta per la realizzazione dell’infrastruttura è quella del project financing, con una partecipazione finanziaria di partenza della Regione di 179 milioni di euro che sarà poi integrata da un’ulteriore tranche fino a 100 milioni, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti nella convenzione di concessione. Allo stesso tempo Autostrada del Brennero Spa, socia di maggioranza di Arc, si è impegnata a procedere alla ricapitalizzazione della concessionaria per una cifra dello stesso importo, ovvero 100 milioni.

“La Cispadana è un’infrastruttura strategica per uno dei territori economicamente più avanzati della nostra regione, fortemente sollecitata dal mondo dell’imprenditoria, del lavoro e dalle istituzioni locali”, ha sottolineato il governatore Bonaccini: “Un’opera al servizio di un territorio che ha saputo risollevarsi dopo le profonde ferite del sisma del 2012 e di una delle regioni più attrattive e maggiormente vocata all’export d’Europa”.



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