Seta fa ricorso contro lo sciopero degli autisti. Cisl: “Tenta di soffocare la protesta”

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Con una breve comunicazione inviata alle organizzazioni sindacali, l’azienda di trasporto pubblico locale Seta ha annunciato di aver presentato ricorso alla Commissione di garanzia per gli scioperi nel tentativo di bloccare la protesta degli autisti, che avevano deciso per uno stop agli straordinari nelle giornate di lunedì 20, martedì 21 e mercoledì 22 ottobre.

Per Gaetano Capozza, leader di Fit Cisl Reggio, “bisogna essere molto chiari: gli autisti si sono autoconvocati. Non di meno meritano rispetto, comprensione e sostegno. Soprattutto perché, ecco il passaggio chiave, gli autisti hanno comunicato che si limiteranno a guidare per la durata del loro turno di servizio. Un fatto che dovrebbe essere la norma in ogni azienda ben organizzata”.

Per il sindacalista “Seta deve aver dimenticato che lo straordinario non è un obbligo che si può imporre, ma una scelta che spetta al lavoratore. La mossa di Seta è quella di chi finge di non sapere che ad oggi riesce a garantire il servizio solo e soltanto attraverso un utilizzo massivo dello straordinario e dei turni ‘in dispo’, come si dice in gergo, cioè dei turni comunicati senza alcuna programmazione e con un preavviso praticamente nullo. Lascia sgomenti e senza parole la decisione autoritaria di Seta di silenziare con il pugno di ferro la richiesta di dignità del suoi autisti. Un fatto rilevante che avrà importanti strascichi, in un modo o nell’altro”.

Fit Cisl Reggio ha espresso “la massima solidarietà” agli autisti e alla loro iniziativa, “autonoma da ogni valutazione sindacale o politica”. Una solidarietà che, per Capozza, “nasce dal confronto quotidiano con questi professionisti, ridotti allo stremo e umiliati. Ricordo che per più di un anno Seta ha negato loro anche un solo centesimo, trincerandosi dietro la mancetta di 600.000 euro per un buono pasto uniforme sui tre bacini di Reggio, Modena e Piacenza”.

Il detonatore della mobilitazione degli autisti è stata la notizia dell’accordo sottoscritto da Seta con Apis, un’agenzia di lavoro interinale di Avellino, che prevede l’arrivo in Emilia di dieci autisti cosiddetti “gettonisti” da impiegare nelle tratte gestite dalla stessa Seta nei tre bacini provinciali di Reggio, Modena e Piacenza. Secondo la categoria sindacale “per dieci gettonisti si sono trovati 100.000 euro per sei mesi di lavoro, mentre per tutti gli altri l’azienda si rifiuta di pagare un valore economico per chi fa i turni a disposizione, garantendone anche una equa ripartizione tra tutti i lavoratori”.

Alle parole di Capozza si sommano anche quelle della segreteria confederale di Cisl Emilia Centrale. Per i vertici del sindacato di via Turri “più volte Seta è stata sollecitata a discutere, in modo trasparente, del problema rilevante della massa di straordinari che hanno sfiancato gli autisti. È dall’autunno del 2023 però che Seta si rifiuta di fornire tutti i dati relativi agli straordinari, informazioni essenziali per lo svolgimento di una costruttiva attività sindacale, non pervenuti nemmeno dopo l’incontro con il prefetto di Reggio”.

Sono proprio queste, secondo il sindacato cislino, “le condizioni che hanno fatto scoppiare la delusione degli autisti e la loro protesta, e la reazione di Seta non fa altro che confermare come l’azienda funzioni solo grazie allo straordinario. La protesta legittima degli autisti andrebbe risolta con il dialogo e con le risposte concrete ai lavoratori che attendono da troppo tempo. L’arroganza non serve. Crediamo che i soci pubblici di Seta, a cominciare dal Comune e dalla Provincia di Reggio, abbiano il dovere di intervenire pubblicamente a supporto degli autisti e di un servizio che sta facendo acqua da tutte le parti, come sanno bene gli utenti”.



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