I carabinieri hanno denunciato alla Procura di Reggio un ragazzo di 23 anni residente a San Martino in Rio con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.
Secondo la denuncia della vittima, e stando a quanto emerso durante le indagini, da due anni il giovane – spesso in stato di alterazione per l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti – si era reso responsabile di frequenti comportamenti vessatori nei confronti del padre, con il quale conviveva, assumendo un atteggiamento prevaricatorio e offensivo durante le discussioni tra le mura domestiche, che il più delle volte sfociavano in esplicite minacce – ma in alcune circostanze anche in vere e proprie aggressioni fisiche.
A partire dallo scorso febbraio, però, secondo il genitore la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata, con l’aumento degli episodi di maltrattamento, rendendo di fatto insostenibile la convivenza con il figlio. Fino all’ultimo grave episodio: lo scorso 3 luglio il ragazzo, sotto l’effetto di alcol e droga, ha aggredito nuovamente il padre, e solo il tempestivo intervento dei carabinieri di San Martino in Rio ha evitato conseguenze potenzialmente ben più gravi.
Al termine delle indagini, sulla base di quanto emerso, la Procura di Reggio ha richiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l’applicazione nei confronti del ventitreenne delle misure cautelari dell’allontanamento dalla casa familiare, del divieto di avvicinamento alla vittima e del divieto di comunicazione: il giovane non potrà avvicinarsi all’abitazione del padre né ai luoghi da lui abitualmente frequentati, dovendo mantenere da questi una distanza di almeno mille metri; non potrà inoltre tentare di comunicare con il genitore con nessun mezzo e in nessun modo, nemmeno per interposta persona.
Per vigilare sul rispetto del provvedimento, è stata prevista anche l’applicazione di un dispositivo di controllo a distanza, il cosiddetto “braccialetto elettronico”.






Ultimi commenti
che in pratica nient'altro significa se non far pagare ai soliti noti (gia' abbondantemente vessati), costi che una massa di parassiti non puo' tirar fuori....
Già...Pantalon paga/il comune = pavone si fa bello con le piume nostre. Come sempre!
In realtà, direi che lo sciacallaggio è opera del c.d. centro sociale: privatizza gli introiti, tutti ad uso interno, mentre socializza le spese, scaricate sull'ignaro
però a dire certe baggianate una persona seria non sente un minimo di imbarazzo?
Cosa non sarebbe Reggio Emilia senza di lei. Futuro Sindaco ? Sindaca ? Sindac* ? o direttamente su uno scranno del Parlamento ?