Gli investigatori hanno percorso diverse piste per arrivare a formulare l’accusa di omicidio nei confronti dei parenti di Saman Abbas, giovane pakistana 18enne scomparsa nell’aprile del 2021. Ci sono le testimonianze del fidanzato di Saman, Saqib, che si è rivolto alle forze dell’ordine, poi quelle del fratello minore della 18enne, il quale riferì di avere assistito a una riunione di famiglia in cui si progettava il delitto d’onore.
Ma un altro lugubre indizio è rappresentato da una intrecettazione telefonica risalente al 6 giugno 2021 nella quale il padre Shabbar Abbas, già in Pakistan, parlò con un parente ancora a Novellara, comune della Bassa reggiana nel quale la famiglia abitava.
Nel corso della chiamata Shabbar vuole sapere chi ha parlato della vicenda di Saman: e si arrabbia con i presunti delatori, dicendo: “Una volta che sei cosciente, pensaci. Io non ho nulla di più importante del mio onore. Ricordalo: prima cosa. Seconda cosa: se qualcuno parla ancora male di me non vi lascio stare, a nessuno. Ho lasciato mio figlio lì, ho anche ucciso mia figlia. Non mi importa di nessuno”.






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