Sabato 24 maggio a Prato di Correggio presidio di Nondasola per il femminicidio di Daniela Coman

Daniela Luminita Coman – FB

L’associazione Nondasola di Reggio, che dal 1997 gestisce il centro antiviolenza Casa delle Donne, ha organizzato per il tardo pomeriggio di sabato 24 maggio un presidio a Prato di Correggio, la frazione dove qualche giorno fa si è consumato il femminicidio di Daniela Coman, 48 anni, soffocata a morte in un appartamento al primo piano di una palazzina di via Dinazzano dall’ex compagno Peter Pancaldi.

L’appuntamento è alle ore 18 proprio in via Dinazzano, all’altezza del bar/ristorante Johanna, “per esprimere vicinanza e solidarietà a Daniela e alla sua famiglia. Con i nostri corpi e la nostra voce continueremo a lottare, per tutte, non una di meno”.

“Con rabbia e dolore, ma senza retrocedere di un passo dal nostro impegno politico contro la violenza maschile, siamo di nuovo a scrivere di una donna uccisa da un uomo”, ha spiegato l’associazione: “Forse non tutti hanno consapevolezza della solitudine nella quale può trovarsi una donna quando decide di lasciare il partner violento. È prigioniera di una paura che si insinua nella sua quotidianità, senz’altro avverte l’urgenza di sottrarsi alle violenze e in questo caso ad atti persecutori (che spesso precedono l’esito finale), ma sa che potrebbe costarle la vita. Può anche capitare che si senta responsabile della fragilità di lui e che questo sentimento la imprigioni ulteriormente”.

A questo proposito, ha aggiunto l’associazione, “non rassicura la recente dichiarazione del ministro della giustizia Nordio che, parlando del braccialetto elettronico quale dispositivo non sempre sicuro, invita le donne in situazione di pericolo a trovare rifugio in chiesa o in farmacia, negando di fatto l’esistenza di presidi contro la violenza e assolvendosi da una responsabilità che gli compete. Se i braccialetti non funzionano, si migliorano. Se i fondi sono pochi, si aumentano”.