Saranno tutti processati con il rito abbreviato semplice i dieci agenti di polizia penitenziaria accusati a vario titolo a Reggio Emilia di tortura e lesioni nei confronti di un 40enne detenuto, ad aprile 2023 e di falso.
La Gup Silvia Guareschi ha rigettato le richieste delle difese e ha rinviato il processo al 24 giugno, quando sono in programma gli interrogatori degli imputati.
Nel corso dell’udienza gli agenti – solo gli otto accusati di tortura – hanno presentato un offerta attraverso un assegno di mille euro ciascuno, come risarcimento.
L’avvocato Luca Sebastiani, costituito parte civile per la vittima del pestaggio, lo ha accettato come acconto in maggior danno. La Procura, con la pm Maria Rita Pantani, contesta agli imputati di aver incappucciato con una federa stretta al collo, sgambettato, denudato e picchiato con calci e pugni, anche quando era in terra, e calpestato il detenuto tunisino. In una seconda fase il detenuto fu portato in cella, nuovamente picchiato e lasciato nudo dalla cintola in giù per oltre un’ora, malgrado nel frattempo si fosse ferito e sanguinasse. Quello che avvenne è documentato dai video delle telecamere interne del carcere, agli atti dell’inchiesta.






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