Reggio si spegne, la ‘percezione’ di insicurezza

Attraverso viale Isonzo, con in testa «Tutta mia la città/Un deserto che conosco/Tutta mia la città», una canzone degli Equipe 84, e mi infilo, entrando da viale Allegri, nel piazzale Lancieri d’Aosta, dove ci sono alcune strutture di Unimore, e camminando ancora un po’ arrivo al parcheggio della ex caserma Zucchi, il cui toponimo è, appunto, piazzale Lancieri d’Aosta. È una sera buia e piovosa. È un mercoledì di metà gennaio. Sono le ore 21, più o meno.
Costeggiamo, sulla nostra sinistra, la sede principale di Unimore e usciamo dalla parte della Cavallerizza, nuovamente su viale Antonio Allegri. Transitano due auto. La percezione, come si usa dire, di solitudine è sconfortante. La parte nord del centro storico, zona Teatri e Università, dopo la chiusura dei negozi diventa di fatto un dormitorio o qualcosa di simile. Solo alcuni locali pubblici rimangono aperti, forse. E pure la pista di pattinaggio su ghiaccio, causa pioggia, è chiusa. Mi fermo in piazza della Vittoria per ammirare il monumento ai caduti, non lo fontana di piazza di Martiri del 7 luglio perché “spenta”.

Non passa nessuno, o quasi, e una fanale solitario si fissa nella foto digitale.
E mi torna in mente un’altra canzone: «La notte è tenera, tenera /giovane, giovane/ splendida, splendida / bella da morir…», quando, dopo le 00.30, sotto la pioggia, ritorno in via Cagni a prendere l’automobile.




Ci sono 10 commenti

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  1. Fabrizio

    Questa narrazione calza perfettamente con il degrado filmato da “Le Iene” intitolato Reggio Emilia ,Vittorio Brumotti nella piazza di spaccio in centro città….
    E non dimentichiamo il servizio del Bordello accanto alla Polizia municipale di qualche anno fa’….. Ma l’amministrazione comunale che provvedimenti ha preso, non sono ancora riuscito a trovare articoli..

  2. Uno che si e' rotto i coglioni

    Tutti sanno ma nessuno ha il coraggio di dire qual’e’ il vero motivo di tutto questo: facciamone entrare ancora un po’ (avete capito di chi sto parlando), senza controlli, senza regole, senza una decente sorveglianza da parte di polizia e carabinieri…continuiamo così. Io me la ricordo bene Reggio Emilia negli anni 80 e 90 e non era così. Fate un po’ voi.

  3. Carla

    Eh…con tanto cemento che ha “sanificato” la piazza, tanto vale aggiungere almeno la praticità del parcheggio 🎉

    • Guido

      Hai ragione, ci sarebbe un po più di movimento, e la gente sarebbe contenta di venire in centro ,perché lasciare una piazza deserta soli ad uso di extracomunitari,era molto meglio prima si parcheggiava e si faceva una vasca, ora si scappa dal centro

      • Ciccio

        Causa ed effetto sono usati con una tale leggerezza che mi salgono i brividi a leggere certi commenti…

    • Fiorentina Corvino

      Certamente che in queste vie negli anni 80 / 90 si andava a fare la vasca x Reggio. Non si aveva paura né degli orari e neppure di essere da soli o una coppia che voleva fare una passeggiata ! Adesso di sera si ha paura anche di portare fuori il pattume ! 😱

      • Ciccio

        Perché non portarlo fuori di giorno il pattume se la sera hai cosi’ paura? E cmq negli anni 80 a Reggio c’erano almeno 3 ben note mini gang, oltre ad associazioni non proprio mini. E’ giusto affrontare i problemi contemporanei ma bisogna pur ricordarsi del passato senza romanticherie.

    • Ciccio

      Certo, del resto la piazza e le strade che la tagliavano prima della ristrutturazione non erano fatte in cemento ed asfalto…e i 150 metri che separano il parcheggio della Zucchi dalla piazza sono effettivamente tanti.

  4. il blasfemo

    E ripristinare la possibilità di parcheggiare in Piazza della Vittoria? E’ blasfemo? Non è forse meglio qualche macchina e un pò di vita in centro piuttosto di questo deserto dei tartari (e almeno fossero tartari, ma sono delinquentelli, bulli, spacciatori…).


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