L’azione di guerrilla marketing in salsa politica messa in campo – anzi, per meglio dire, in strada – dal gruppo consiliare reggiano di Fratelli d’Italia, che nella mattinata di martedì 15 luglio ha fatto comparire in circonvallazione a Reggio un maxi-cartellone per chiedere le dimissioni del sindaco Marco Massari, ha acceso un duro botta e risposta a distanza tra il Partito Democratico e il partito meloniano.
Il manifesto ritrae da una parte il primo cittadino con tanto di fascia tricolore, e dall’altra una modella in passerella. Al centro, invece, una grande scritta: “La giunta Massari affonda il Polo della Moda. In fumo 120 milioni per Reggio Emilia. DIMISSIONI!”.

Ad aprire le danze – se si esclude la comparsa del cartellone, che ovviamente ha fatto da detonatore all’intera situazione – ci ha pensato il Pd di Reggio, che in una nota ha condannato con fermezza “l’ennesima bugia strumentale e l’attacco meschino” di Fratelli d’Italia, esprimendo “piena solidarietà” al sindaco Massari e alla giunta comunale reggiana.
“Mentre Fratelli d’Italia si affanna goffamente a montare campagne denigratorie prive di contenuti, come dimostrano anche i cartelloni comparsi in città nelle ultime ore”, ha attaccato il Pd, “i reggiani non si fanno ingannare e vedono ogni giorno l’impegno concreto dell’amministrazione per la crescita e il futuro di Reggio. L’accusa su un progetto vitale come il Polo della Moda, pienamente sostenuto dal sindaco Massari, da tutto il gruppo del Partito Democratico e dagli alleati della coalizione di centrosinistra, è solo fumo negli occhi per tentare di mascherare l’assenza di idee e proposte costruttive da parte di chi oggi è stato messo a sedere all’opposizione in Sala del Tricolore”.
Ma il Pd reggiano, oltre a fare quadrato attorno al sindaco e alla sua giunta, ha anche voluto contrattaccare togliendosi qualche sassolino dalla scarpa: “Non stupisce invece che Fratelli d’Italia non si sia espressa in alcun modo sull’esito dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’. La sentenza è arrivata dopo anni di bugie e strumentalizzazioni vergognose, che oggi si accentuano ancora di più con i silenzi imbarazzanti di fronte alle evidenze giudiziarie. Oggi come sei anni fa davanti al cartello di Bibbiano, Giorgia Meloni e i suoi inadeguati seguaci reggiani sanno solo denigrare, offendere e diffondere bugie e calunnie. Ma il tempo è un giudice giusto che sa sempre riconoscere chi lavora per il bene della propria comunità e chi specula senza ritegno per un vile tornaconto personale ed elettorale”.
Parole alle quali ha immediatamente replicato Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in Sala del Tricolore: “Il Pd di Reggio tenta maldestramente di coprire, con una nota rabbiosa e carica di insulti, l’evidente disagio di chi ha perso il contatto con la realtà e con i cittadini. Di fronte alla nostra attività concreta in consiglio comunale, il Pd non risponde nel merito: attacca, insulta e svia, come solo chi è in affanno sa fare. I nostri numeri parlano da soli: 21 accessi agli atti per vigilare sull’operato dell’amministrazione; 50 mozioni presentate per migliorare la città e proporre soluzioni concrete; 25 interrogazioni per portare alla luce omissioni, inefficienze e ritardi; 10 interpellanze per pretendere risposte su temi ignorati dalla giunta. Questo è il lavoro di Fratelli d’Italia in un solo anno. Altro che ‘assenza di contenuti’: siamo un’opposizione che studia, si documenta e porta idee, offrendo collaborazione per il bene di Reggio e dei suoi cittadini, ma ricevendo in cambio solo rifiuti ideologici”.
“Il Partito Democratico parla di ‘campagne denigratorie’?”, ha aggiunto la consigliera comunale Letizia Davoli: “I nostri cartelloni non sono fumo negli occhi: sono verità scritte nero su bianco. Sono il volto di un’opposizione che ha il coraggio di denunciare quello che loro nascondono sotto tappeti sempre più logori: progetti imposti e pianificati senza ascolto, senza trasparenza, senza confronto con il consiglio comunale e senza avere come primo obiettivo il benessere dei cittadini. Il Pd parla di ‘assenza di idee’? Evidentemente, hanno bisogno di una lezione di realtà: mentre loro occupano le poltrone, noi costruiamo contenuti, entriamo nel merito dei dossier, smascheriamo appalti opachi, degrado urbano, sprechi nei fondi Pnrr, e solleviamo problemi reali ignorati dalla maggioranza”.
“Le accuse rivolte a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia – ha concluso Paglialonga – sono la prova del nervosismo di un partito che non ha più una linea politica ma solo rancore. Noi siamo fieri di ciò che abbiamo fatto e continueremo a fare: controllare, denunciare, proporre. Sempre dalla parte dei cittadini”.







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