Reggio, No vax: solidarietà all’Austria. Il Green pass va abolito

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Come gruppo “Scuola Libertà e Costituzione”, formato da circa 200 lavoratori della scuola (insegnanti, educatori e ATA), ma anche studenti e genitori, ribadiamo la nostra assoluta contrarietà all’utilizzo del Green pass, uno strumento pieno di contraddizioni e che contrasta con i principi contenuti nella Risoluzione 2361 (2021) dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e nel Regolamento Ue n.953/2021, oltre che con la nostra Costituzione. Uno strumento che, così come è declinato in Italia, non ha alcun valore sanitario, ma solo politico, in quanto è puramente finalizzato a un rigido controllo sociale. Uno strumento dunque soltanto divisivo e discriminatorio.

Anche sabato scorso, 20 novembre, nonostante in molti si siano recati alla manifestazione No Green Pass di Bologna, in alcune centinaia di persone ci siamo ritrovati in piazza Martiri del 7 Luglio, a Reggio Emilia, coordinati da “Uniti Contro il Green Pass”, per manifestare, come di consueto da quest’estate, contro il certificato verde. Dopo gli interventi in piazza si è svolto anche il corteo, che ha subito però una leggera variazione del percorso su richiesta della questura.

Nonostante le gravi provocazioni di un Governo completamente sordo alla voce di tanti cittadini che dissentono dall’attuale gestione della crisi, il gruppo “Scuola Libertà e Costituzione” rifiuta ogni forma di violenza, anche verbale, e continuerà a rispondere opponendosi in modo pacifico – ma con fermezza – ai provvedimenti che si susseguono a ritmo così incalzante, tanto illogici dal punto di vista sanitario, quanto lesivi dei diritti fondamentali di tutti i cittadini.

I tamponi cui sono sottoposti migliaia di lavoratori tre volte a settimana per potersi recare sul posto di lavoro, per essere davvero utili alla prevenzione del contagio con uno screening di massa, dovrebbero al limite essere forniti gratuitamente a tutti, dal momento che tutti paghiamo con le tasse la sanità pubblica – o quello che ne rimane in questi 30 anni di impoverimento del settore pubblico -, e, in secondo luogo, dovrebbero essere fatti a campione ed estesi anche ai vaccinati, che non sono esenti dal contagiarsi e contagiare.

Sappiamo infatti benissimo che il vaccino, o meglio il ‘siero genico’, non è immunizzante: riduce cioè il rischio di contrarre la malattia in forma grave, ma non la possibilità di infettarsi e contagiare altri. Anche l’autorevole rivista medica The Lancet ha recentemente pubblicato un articolo in cui si afferma che, dal punto di vista scientifico, è ingiustificato stigmatizzare i non vaccinati riguardo il problema dei contagi, ponendo fine alle illazioni di chi voleva che fosse tutta colpa loro; in chiusura di articolo si invita perfino a non ripetere errori simili già fatti in momenti bui della nostra storia non così lontana.
Per non parlare poi dell’assurdità delle sospensioni dei sanitari che portano ad auto-privarsi di medici esperti, anche operatori dei reparti covid, proprio mentre la quarta ondata li renderebbe particolarmente necessari.

A tal riguardo vogliamo esprimere in particolare la nostra solidarietà al dottor Riccardo Szumski, di 69 anni, medico di base e primo cittadino di Santa Lucia di Piave (Treviso), che alcuni giorni fa è stato radiato dall’Ordine dei Medici: l’ultimo di una lunga serie di sanitari che in tutta Italia, anche qui a Reggio, sono stati sospesi o radiati, per le loro posizioni rispetto questa vaccinazione.

Esprimiamo infine la nostra solidarietà all’Austria, dove era già scattato il lockdown per i non vaccinati, e dove lunedì 22 novembre è stato ripristinato un lockdown nazionale fino al 12 dicembre, ma che potrebbe anche essere prorogato. Il governo austriaco ha inoltre deciso di introdurre l’obbligo di vaccinazione contro il Covid-19 dal 1° febbraio 2022, diventando così il primo Paese dell’Unione Europea a imporre il vaccino.

Mentre qui da noi, in Italia, si ipotizza di prorogare lo stato di emergenza fino a giugno 2022. Stato di emergenza introdotto il 31 gennaio 2020, estendibile per legge al massimo fino a 24 mesi, e dunque in scadenza il 31 gennaio. In questi giorni si parla anche di estendere l’obbligo vaccinale al personale scolastico e alle forze dell’ordine o di ridurre la validità del tampone antigienico da 48 a 24 ore, discriminando ulteriormente, e ancora una volta, lavoratori già colpiti dalle scelte politiche di questo governo.

Rivendichiamo la fine dello stato di emergenza, come previsto dall’articolo 24 del decreto legislativo 1/2008. Chiediamo l’abolizione immediata del Green Pass.
Continueremo a scendere in piazza per rivendicare il diritto alla salute, all’istruzione, alla socialità e alla libertà di espressione e di autodeterminazione del proprio corpo. Continueremo a scendere in piazza finché non sarà ripristinato lo Stato di diritto, quello Stato democratico e costituzionale che conoscevamo prima.



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