“In un recente comunicato stampa, la lista Reggio Civica, capitanata dal candidato sindaco del centrodestra Giovanni Tarquini, si è rivolta ai giovani di sinistra reggiani affermando che: “quei giovani appassionati e in piena buona fede vengono in realtà “utilizzati” dalla parte peggiore di quel sistema [politico], come strumenti luminosi e inconsapevoli.”
Questo modo di parlare dei giovani come “inconsapevoli”, “utilizzati” ma “luminosi” e in buona fede è denso di quell’odioso paternalismo che purtroppo allontana molte ragazze e ragazzi dalla politica. Ed è inoltre smentito dai fatti. Forse questo modo di utilizzare i giovani come belle figurine appartiene a Reggio Civica e ai suoi alleati di destra, ma non certo a noi. Come comunità giovanile, nel Partito Democratico abbiamo sempre trovato spazio ed autonomia, al punto da eleggere molti consiglieri comunali in tutta la provincia, una consigliera regionale – Laura Arduini -, diventare responsabili di circoli territoriali, ricoprire incarichi di responsabilità in segreterie e direzioni provinciali e, cosa più importante, portare avanti i temi della nostra generazione.
Proprio sui temi ci piacerebbe concentrare l’attenzione. Oltre al paternalismo, uno dei motivi per cui la nostra generazione si allontana dalla politica è un dibattito pubblico ultra-politichese e autoreferenziale, che parla di “sistemi di potere” e spartizione di posti, ma non dei problemi reali dei cittadini. Discutiamo di salute mentale, di affitti, di come aumentare i salari, di come costruire opportunità per cui un giovane non debba sentirsi obbligato ad immigrare all’estero, di pace e del genocidio in corso in Palestina, non di fantomatici complotti. Che saranno pure utili a qualcuno per tirare su qualche voto, ma poco aiutano il benessere di reggiane e reggiani”.
Tommaso Ferri
Segretario GD Reggio Emilia






Ultimi commenti
Spero cara Marwa che lei ed i suoi colleghi di partito non abbiate l'ardire e la presunzione di confondere il voto referendario con un plebiscito […]
Privilegi? Quali Privilegi, loro li chiamano diritti, anzi..."tiritti" secondo la nuova vulgata. Per i doveri e le riforme si rimanda alle prossime generazioni.
Esatto, il detto in questione ai miei tempi era usato contro coloro i quali si rendevano protagonisti di vaniloqui o, come nel caso del nostro
A prescindere dal fatto che la legge era scritta male e la possibilità di influenza politica dei magistrati poteva essere alta, rimane il fatto che […]
Agricoltura? Guardi che ci vuole testa, oltre che preparazione, come in ogni attività...e sicuramente più che in certe esternazioni pseudo politiche. Anzi, nel caso citato,