La Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia si prepara a riaprire le porte dello storico edificio di via Garibaldi con una mostra straordinaria dal titolo “Le porte dell’invisibile. Kandinskij, Klee, Malevič”, che invita a rileggere alcuni dei capolavori dell’arte del Novecento attraverso il pensiero del filosofo, teologo e matematico russo Pavel Florenskij.
A introdurre e anticipare i temi al centro del nuovo progetto espositivo sarà un ciclo di quattro conferenze culturali aperte a tutta la cittadinanza (ingresso gratuito su prenotazione, scrivendo una mail a edu@palazzomagnani.it), dal titolo “La quarta dimensione. Spazio e tempo nell’arte”, promosso dalla Fondazione Palazzo Magnani in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia e la Luc – Libera Università Crostolo: un programma di incontri dedicato alle relazioni tra le avanguardie artistiche del Novecento, il pensiero scientifico e la filosofia dell’arte, per esplorare le trasformazioni del concetto di spazio e di tempo.
Il primo appuntamento è quello di venerdì 9 ottobre, dalle 17.15 alle 19.15, nell’aula magna M1.2 di Unimore al Padiglione 15C del polo didattico del Parco Innovazione, in piazzale Europa 1.
Roberto Cresti, tra i curatori della mostra, proporrà un intervento dal titolo “L’Avanguardia rovesciata (tre vie)”, offrendo una lettura originale dell’esperienza delle Avanguardie del Novecento attraverso tre figure fondamentali: Vasilij Kandinskij, Paul Klee e Kazimir Malevič. L’Avanguardia non cancella il passato, ma arricchisce la memoria dell’arte in ogni direzione: nel tempo, nello spazio, ma anche a livello psicologico e spirituale. Al centro di questa rivoluzione è l‘uomo moderno e la sua interiorità.
Nell’arte tra Ottocento e Novecento si aprono così strade diverse, che partono dal presente per cercare qualcosa di eterno. Paul Klee, Vasilij Kandinskij e Kazimir Malevič rappresentano tre di questi percorsi: le loro opere sono i perfetti esempi di una ”avanguardia rovesciata”, capace di innovare guardando alle radici più profonde della storia. Riprendendo il termine “rovesciato/a”, il tema dell’incontro si lega in modo significativo al pensiero di Florenskij, quarto protagonista della mostra, la cui figura permette di ripercorrere e comprendere l’intreccio tra arte, scienza e filosofia.
Il ciclo di incontri proseguirà poi venerdì 23 ottobre con Emilio Ferrario e “Le trame invisibili. Pavel Florenskij e lo spazio-tempo dell’esperienza estetica”; venerdì 6 novembre sarà la volta di Luigi Grasselli con “Dalle geometrie multidimensionali a una nuova idea di spazio”. A chiudere il programma, venerdì 27 novembre, sarà l’intervento di Valentina Parisi “Pavel Florenskij e il dibattito sull’icona nella Russia d’inizio Novecento”.






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