Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti ha scritto una lettera alla presidente della Comunità ebraica di Modena Nicoletta Uzzielli in occasione della ricorrenza del 7 ottobre, a tre anni dal terribile massacro di Hamas al Nova Festival e nei kibbutz vicini alla Striscia di Gaza.
“Gentile presidente, nel giorno dell’anniversario del 7 ottobre desidero esprimere a Lei e a tutta la Comunità ebraica di Modena la vicinanza e la solidarietà mia e della città che rappresento. Il 7 ottobre 2023 rimarrà scolpito nella storia come il giorno di una strage atroce. L’attacco terroristico di Hamas contro la popolazione israeliana, l’uccisione deliberata di civili, le violenze e i sequestri non ammettono giustificazioni, attenuanti o ambiguità. Il terrorismo, qualunque sia la matrice che lo ispira e qualunque causa pretenda di invocare, va condannato con assoluta fermezza”.
“Ricordare il 7 ottobre”, prosegue Mezzetti, “significa anzitutto ricordarne le vittime, le loro famiglie, gli ostaggi e un intero popolo colpito nel modo più brutale. E significa ribadire che nessuna responsabilità di un governo, nessun conflitto politico o militare può essere trasferito su un popolo, su una religione o su una comunità. Per questo ogni forma di antisemitismo, così come ogni tentativo di attribuire agli ebrei nel loro insieme le responsabilità delle scelte del governo israeliano, deve essere respinta senza esitazioni”.
“Con la stessa chiarezza, però, non possiamo tacere ciò che è avvenuto dopo il 7 ottobre”, aggiunge il sindaco: “La responsabilità dei crimini commessi da Hamas non può diventare una giustificazione per infliggere una punizione collettiva al popolo palestinese. Le scelte compiute dal governo israeliano e la condotta della guerra a Gaza hanno prodotto una devastazione umana e materiale immensa, colpendo in modo intollerabile la popolazione civile palestinese. È una responsabilità politica e morale gravissima, che non può essere confusa con il popolo israeliano né, tantomeno, con le comunità ebraiche nel mondo”.
Per Mezzetti “tenere insieme queste due verità non significa attenuarne nessuna. Significa rifiutare la logica per cui, per riconoscere il dolore di un popolo, si debba negare quello dell’altro. Anche un’opera coraggiosa come il documentario Naza ci richiama in questi giorni a questa responsabilità. Il cinema, quando riesce a interrogare senza reticenze la realtà e le responsabilità del proprio tempo, torna a svolgere uno dei suoi compiti più alti: scuotere le coscienze, rompere il silenzio, costringerci a guardare ciò che preferiremmo non vedere”.
“Ricordare il 7 ottobre significa allora anche non arrendersi all’abisso che da quel giorno si è ulteriormente aperto. Significa affermare che terrorismo, vendetta, odio, antisemitismo, disumanizzazione e violenza contro i civili non possono essere la risposta al dolore. Il mondo che dobbiamo continuare a costruire è un altro: un mondo nel quale israeliani e palestinesi possano vivere nella sicurezza, nella dignità e nel riconoscimento reciproco; un mondo nel quale nessun popolo debba pagare per le responsabilità dei propri governanti e nessuna comunità debba sentirsi minacciata per la propria identità”.
“Con questi sentimenti – conclude Mezzetti – rinnovo a Lei e alla Comunità ebraica di Modena la mia sincera vicinanza in questa giornata di dolore e di memoria”.






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