Dal primo settembre all’Iren Green Park di Reggio Emilia arriva la fase nazionale della Festa dell’Unità 2026, che fino al 13 settembre porterà al Campovolo protagonisti della politica, delle istituzioni, del sindacato, dell’impresa, del terzo settore, dell’associazionismo e della cultura.
Tredici giorni durante i quali il confronto politico nazionale si intreccerà con musica, spettacoli, libri, sport, ristorazione e volontariato, per essere contemporaneamente luogo di discussione politica e spazio popolare di incontro e partecipazione: 74 eventi, 255 ospiti, 12 spettacoli e concerti, 2.000 coperti e 750 volontari impegnati ogni sera.
Nelle prime due settimane di settembre saranno affrontati alcuni dei principali nodi dell’agenda del Paese: lavoro e crescita, impresa, Europa, energia e ambiente, agricoltura, legalità, sicurezza, diritti, scuola, casa, sanità e welfare, aree interne, intelligenza artificiale, pace, ruolo delle città. Dal 9 al 13 settembre, inoltre, la Festa ospiterà anche la Conferenza delle Donne Democratiche, dedicata a cittadinanza, libertà, salute, lavoro, pace, città e uguaglianza.
Tra gli ospiti: la segretaria del Pd Elly Schlein (a cui è affidata la chiusura della festa, il 13 settembre), Paolo Gentiloni, Maurizio Landini, Emanuele Orsini, don Luigi Ciotti, Roberto Gualtieri, Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi, Dario Franceschini, Stefano Bonaccini, Beppe Sala, Walter Veltroni, Antonio Decaro e Roberto Fico, oltre a numerosi altri esponenti politici, amministratori locali, rappresentanti delle parti sociali e protagonisti della società civile.
“Reggio ospita una Festa che vuole tenere insieme politica, cultura, svago e tradizione popolare”, spiega Massimo Gazza, segretario provinciale del Pd di Reggio: “La parola ‘popolo’ resta centrale: un popolo che si incontra, discute e costruisce comunità, a partire dai 750 volontari che ogni sera rendono possibile tutto questo. Per alcune settimane Reggio torna a essere una capitale della politica italiana, nel solco di una storia che ha saputo trasformare i bisogni delle persone in innovazione sociale e politica: dal sistema educativo e da Reggio Children alle grandi esperienze amministrative e all’Ulivo di Romano Prodi. Questa Festa deve guardare avanti e contribuire a costruire le idee, le energie e la mobilitazione necessarie per arrivare al 2027 con una proposta capace di sconfiggere la destra”.
“La Festa nazionale sarà un’occasione importante per mettere al centro la condizione delle donne e costruire un’agenda femminista per l’alternativa”, aggiunge Roberta Mori, presidente del Pd di Reggio Emilia e portavoce nazionale della Conferenza delle Donne Democratiche: “Il divario di genere attraversa ancora lavoro, salari, rappresentanza e accesso alle opportunità e deve diventare una questione centrale dell’agenda politica.
Parleremo anche di linguaggio sessista e intimidatorio contro le donne esposte nella vita pubblica, di scuola e prevenzione della violenza, di tratta, pace e diritti. Lo faremo valorizzando l’eredità delle Madri Costituenti e costruendo un confronto aperto a tutte le forze del campo progressista”.
Per quanto riguarda gli spettacoli, il programma prevede, tra gli altri, Cristiano De André, Subsonica, Avion Travel, Bambole di Pezza, Ex Otago, Chiello ed Elio e le Storie Tese, oltre al circo contemporaneo e alla programmazione diffusa negli altri spazi della manifestazione.
La fase nazionale della Festa dell’Unità prenderà ufficialmente il via martedì primo settembre alle 18.30 con l’inaugurazione, presso la Sala Francesco Guccini. La giornata proseguirà alle 20 con Maria Latella, Lella Costa e Roberta Mori, protagoniste dell’incontro “La storia di ieri. Le sfide di oggi. Quando la forza delle donne può cambiare l’immaginario”, e alle 21 con il confronto “Lavoro, impresa”, con Daniela Fumarola, Giorgio Gori e Simone Gamberini.






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