“Prendiamo atto e apprezziamo le scuse e la solidarietà espresse pubblicamente da Reggio Civica e dagli avvocati Giovanni Tarquini e Carmine Migale nei confronti dell’assessora Stefania Bondavalli, così come la netta dissociazione dagli insulti comparsi sulla loro pagina”.
È una mano tesa quella di Massimo Gazza, segretario provinciale del Partito Democratico di Reggio Emilia, e Roberta Mori, presidente dell’assemblea provinciale del Pd reggiano e portavoce nazionale della Conferenza delle Democratiche: “È un gesto di responsabilità che riconosciamo e che contribuisce a ristabilire il confine necessario tra confronto politico e aggressione personale”.
Reggio Civica, però, dal canto suo precisa di aver espresso “piena solidarietà e vicinanza all’assessore Bondavalli”, ma nessuna scusa: “Al contempo respingiamo ogni contestazione e critica: il nostro primo ed unico obiettivo è sempre stato solo quello di esprimere un pensiero libero e ben lontano da insulti e aggressioni personali. Atteggiamenti che non ci appartengono in alcun modo. Purtroppo, il web è uno strumento che se da un lato offre grandi opportunità divulgative, dall’altro si presta ad essere ‘frequentato’ anche da soggetti privi di qualsiasi senso del limite e del rispetto per le persone. Da questi noi ci dissociamo in modo fermo e risoluto, riservando nei loro confronti ogni iniziativa di legge per la tutela sia nostra che di coloro che vengono resi oggetto di insulti, come detto, mai giustificabili”.
Per Gazza e Mori, in ogni caso, “resta la gravità di quanto accaduto. Insinuare che una donna abbia costruito la propria carriera attraverso favori sessuali, insultarne l’intelligenza, il corpo o l’aspetto non significa esprimere un’opinione, significa utilizzare il sessismo come strumento di delegittimazione politica”.
“La rete non è una zona franca della responsabilità. E proprio chi ricopre ruoli pubblici, amministra pagine politiche o anima comunità di discussione può contribuire a costruire un argine contro questa deriva. Per questo consideriamo positiva anche la scelta annunciata da Reggio Civica di bloccare gli autori degli insulti e di valutare le iniziative necessarie nei loro confronti”.
Quanto accaduto, allora, per Gazza e Mori “può diventare occasione per affermare insieme un principio che dovrebbe valere per tutti, maggioranza e opposizione: possiamo dividerci duramente sulle idee, ma nessuna donna e nessun uomo devono essere trasformati in bersagli da umiliare. A Stefania rinnoviamo la nostra piena solidarietà. La critica è democrazia. Il sessismo non è politica. Su questo crediamo possa e debba esserci una responsabilità comune”.






A proposito di chiarimenti opportuni il segretario dem Massimo Gazza dovrebbe chiarire meglio anche quanto ha detto riguardo la presenza all’entrata della Festa dell’Unità degli Scout laici. Infatti “Il Cngei sezione di Reggio Emilia – scrive il presidente Corradini nel comunicato – precisa di non essere coinvolto, in qualità di Associazione, in alcuna attività di volontariato nell’ambito dell’evento “La Festa” di Reggio. Si ritiene inoltre importante ribadire che, come espressamente previsto dal Regolamento, in particolare dall’articolo 5: Gli indirizzi educativi dell’Associazione sono estranei ad ogni ideologia politica. L’equivoco – aggiunge il presidente del Cngei provinciale – può essere derivato da accordi o disponibilità eventualmente intercorsi con singoli tesserati, a titolo personale senza coinvolgimento dell’organo direttivo. Tali iniziative non sono state assunte in nome o per conto del Cngei e non rappresentano l’Associazione”.
Sarebbe meglio chiarire perchè coinvolgere un’associazione educativa in una Festa tutta contro il Governo mette in gioco proprio chi cerca di educare i bambini e i giovani. Non è corretto.
Obiezione corretta: chissà perché a sinistra è usanza frequente cercare di coinvolgere soggetti del tutto estranei al panorama politico ed a loro insaputa. Atteggiamento scorretto e…sospetto!