Lunedì 16 febbraio torna a riunirsi il consiglio comunale di Reggio Emilia: tra i vari punti all’ordine del giorno della seduta c’è anche una mozione, presentata dalla lista civica Per Reggio (quella dei consiglieri Tarquini e Migale), per chiedere le dimissioni dell’assessora comunale alle politiche educative Marwa Mahmoud.
Lunedì scorso, ricorda il capogruppo Tarquini, il consiglio comunale aveva già affrontato le questioni dello sportello antirazzista e della “decolonizzazione” della scuola, “con la scontata chiusura a riccio di sindaco, giunta e maggioranza a protezione dell’ideatrice culturale, l’assessore Mahmoud”.
A una settimana di distanza, si tornerà inevitabilmente a parlare degli stessi temi, con l’assessora Mahmoud ancora una volta al centro dell’attenzione delle opposizioni: “Avremo occasione di ribadire l’inadeguatezza di questa figura”, anticipa Tarquini, “pur indubbiamente intelligente e preparata, a ricoprire un incarico così delicato quale quello di guida e riferimento per scuola e insegnanti, in un periodo storico così difficile”.
“È noto che i suoi pensieri e i suoi propositi, pur abbelliti di buoni concetti, evidenziano un chiaro obiettivo: quello di sostituire il modello educativo e di crescita sociale che ha costituito il patrimonio più prezioso e importante della nostra città con una proiezione verso un modello di integrazione che non è soltanto tale, ma che avrà come risultato finale l’azzeramento delle nostre tradizioni e radici culturali. Molto semplicemente, questa è una deriva che va fermata finché si è in tempo. E forse è già troppo tardi”.
Anche il sindaco Massari, per Tarquini, “ha una piena responsabilità in questo. Il suo è un approccio di natura soltanto partitica e ideologica, scollato dalla realtà, che porta a scelte sbagliate e dannose di figure che vengono inserite in ruoli istituzionali di fondamentale importanza. Gli effetti si vedono chiaramente anche con quanto sta accadendo sul fronte della sicurezza, che non c’è, e del degrado, che avanza; dell’accoglienza incontrollata di tanti soggetti che in nome di un sacrosanto principio di solidarietà continuiamo ad assorbire attraverso l’impegno in buona fede di tanti enti e associazioni, ma che di fatto sta azzerando il livello di sicurezza della città. Ogni giorno si verificano furti, rapine ed è sempre peggio. Ci vuole sorveglianza nelle strade, pattuglie e mezzi disponibili e prima ancora personale motivato e non mortificato come accade con un sistema e un’amministrazione del territorio di tal fatta”.






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