Il Consiglio di Stato, nell’udienza di giovedì 8 ottobre, ha accolto l’appello cautelare presentato da un gruppo di cittadini e da Legambiente Reggio Emilia, sospendendo l’efficacia dei provvedimenti impugnati limitatamente all’abbattimento di ulteriori alberi nell’area del cosiddetto “bosco di Ospizio” di Reggio.
Per Conad Centro Nord, però, il pronunciamento del Consiglio di Stato “non muta il quadro complessivo” e “impone soltanto di non effettuare ulteriori abbattimenti di alberi, cosa peraltro già prevista dal progetto”.
I lavori nell’area verde di via Emilia Ospizio, autorizzati con permesso di costruire rilasciato lo scorso febbraio, erano inizialmente programmati per iniziare il 3 agosto, d’intesa con il Comune, “al fine di limitare le possibili interferenze con le attività dell’istituto scolastico adiacente all’area di intervento”, ricorda la cooperativa.
L’avvio effettivo delle operazioni, però, è stato possibile solo a partire dal 30 settembre, “una volta rese possibili le condizioni necessarie per l’accesso e lo svolgimento dei lavori in sicurezza”, spiega Conad: il riferimento è ai quasi due mesi di presidio permanente degli attivisti e delle attiviste dell’Assemblea Bosco Ospizio, che per settimane hanno impedito fisicamente l’ingresso delle ruspe nell’area del cantiere nel tentativo di evitare l’abbattimento degli alberi.
Il recente pronunciamento del Consiglio di Stato, secondo Conad Centro Nord, “si inserisce in un quadro già definito dal Tar di Parma”, che lo scorso 22 luglio aveva invece respinto la richiesta di sospensione dei lavori avanzata da Legambiente Reggio e da alcuni cittadini nell’ambito del ricorso pendente: nel motivare la propria decisione, il tribunale amministrativo regionale aveva anche evidenziato come nell’area interessata non fosse individuabile un “bosco urbano”, come invece sostenevano i ricorrenti.
Nell’area dell’intervento, precisa ancora Conad, oltre ai 244 alberi ancora presenti ne saranno piantati altri 371 di media grandezza, appartenenti a 44 specie diverse, portando la dotazione a 595 esemplari, oltre a 4.145 nuovi arbusti di 50 specie differenti. A questi si sommeranno altri 977 alberi nei parchi limitrofi, per un totale di 1.348 nuove piantumazioni e un incremento netto complessivo di 1.250 unità rispetto alla situazione precedente agli abbattimenti contestati: un intervento, dunque, che per Conad “punta ad accrescere il patrimonio arboreo e la biodiversità dell’area e del quartiere”.
Anche la tutela della fauna, assicura la cooperativa della grande distribuzione organizzata, “è stata e continuerà a essere parte integrante delle attività di Conad Centro Nord”, che da tempo collabora con il Cras Rifugio Matildico e con le associazioni impegnate nella salvaguardia degli animali: nei mesi scorsi sono stati eseguiti “numerosi sopralluoghi preventivi, verifiche anche notturne con termocamere e interventi di recupero e messa in sicurezza degli esemplari individuati”. Il 7 ottobre, poi, è stato effettuato un sopralluogo congiunto da parte dei Carabinieri Forestali e dei veterinari ufficiali dell’Ausl reggiana: secondo quanto verbalizzato, non è stata rilevata la presenza di animali selvatici nell’area, né sono state individuate tracce riconducibili a una loro recente frequentazione.
Per Conad Centro Nord, in conclusione, “resta fermo il quadro autorizzativo che consente la prosecuzione dei lavori”, che dunque andranno avanti già dai prossimi giorni.
La cooperativa “conferma la piena fiducia nel percorso seguito e il proprio impegno a realizzare un intervento che, insieme alla valorizzazione del verde e alla tutela ambientale, porta sul territorio importanti opere di interesse pubblico: nuovi spazi per la comunità, servizi sociosanitari, percorsi ciclopedonali, 23.000 metri quadrati di verde pubblico e interventi per migliorare l’accessibilità e la vivibilità del quartiere”.






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