Venerdì 9 ottobre i poliziotti della Questura di Torino, insieme ai colleghi di Genova, Cagliari, Firenze, Imperia e Reggio Emilia, hanno notificato la data dell’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari a una ventina di militanti antagonisti per gli scontri scoppiati lo scorso 31 gennaio a Torino durante le proteste contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna.
Quel giorno oltre un migliaio di manifestanti, la maggior parte dei quali a volto coperto, dopo aver deviato rispetto al percorso previsto dal corteo si erano diretti verso lo stabile sgomberato, in corso Regina Margherita, attaccando per circa due ore le forze dell’ordine dispiegate a difesa dell’immobile: nei disordini che ne erano seguiti erano volate pietre, bottiglie, bombe carta, razzi e altri oggetti contundenti ed erano state erette barricate infuocate per rallentare l’avanzata dei contingenti di polizia. Non solo: alcuni manifestanti avevano anche incendiato un mezzo del Reparto mobile di Torino, a bordo del quale c’era un agente di polizia, mentre altri avevano aggredito con calci e colpi di martello un altro agente, dopo avergli sottratto il casco e lo scudo.
Il bilancio, a fine giornata, era stato pesante: 103 feriti tra le forze dell’ordine, con prognosi fino a 100 giorni.
Ora per quei fatti il pubblico ministero ha richiesto 19 misure cautelari: gli indagati sono accusati a vario titolo di resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento, porto di oggetti atti all’offesa, rapina e tentato omicidio. In occasione della notifica del provvedimento, sono state eseguite anche 14 perquisizioni domiciliari.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu