Reggio, l’agrivoltaico alla Giarola non piace a nessuno: i cittadini preparano un comitato

agrivoltaico La Giarola mappa area – GM

Mentre a Reggio Emilia (e in Regione) maggioranza e opposizione si scontrano su competenze e limiti degli enti locali in materia, scambiandosi accuse reciproche, sembra esserci almeno un punto che accomuna tutti: il maxi-impianto agrivoltaico da 13 ettari che dovrebbe sorgere in via Bosco, in località La Giarola, non piace a nessuno.

Il progetto, depositato presso il Comune di Reggio dalla società Atlas Solar 18, ma non ancora autorizzato, è da giorni al centro di un dibattito acceso, al quale si è aggiunta in questi giorni anche la voce di cittadini, agricoltori e associazioni della zona sud-est di Reggio, che durante la recente assemblea pubblica organizzata nei locali della parrocchia di Gavasseto hanno espresso tutta la loro contrarietà all’eventuale via libera al campo agrivoltaico, annunciando l’intenzione di costituire un comitato per monitorare da vicino l’evolversi della situazione e fare pressione, per quanto possibile, contro l’autorizzazione.

All’incontro, promosso dalla Consulta C della città di Reggio, erano presenti anche gli assessori comunali alla tutela ambientale Roberto Neulichedl e alla cura della città Davide Prandi, oltre a vari consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione.

Il Comune sostiene che, con la normativa attualmente in vigore, le armi per opporsi sono piuttosto spuntate. E anche il tempo non gioca a favore: la scadenza per presentare osservazioni contro il progetto di Atlas Solar 18, infatti, è fissata per il prossimo 16 marzo, e sebbene la Regione Emilia-Romagna stia (ri)scrivendo una legge con criteri stringenti per quanto riguarda la realizzazione dei parchi agrivoltaici sul territorio (la prima, quella dell’anno scorso, era stata sospesa da una sentenza del Tar del Lazio), è improbabile che arrivi in tempo utile per fermare questo specifico progetto.



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