Martedì 6 ottobre a Reggio Emilia è prevista la riapertura a due corsie del tratto di Onda verde compreso tra viale Piave, nei pressi di Porta Santa Croce, e viale Isonzo, all’incrocio con via Makallè, all’altezza del cantiere di riqualificazione della nuova Porta Santa Croce.
Sono infatti terminate le operazioni di scavo tramite tecnologia jet grouting che, a partire da fine agosto, avevano richiesto un allargamento del cantiere per la realizzazione – da parte di Ireti e Iren Acqua Reggio – di un nuovo collettore fognario sotto la rete ferroviaria, a servizio del quartiere di Santa Croce.
La presenza di grandi macchinari e l’elevata profondità di scavo richiesta avevano reso necessaria la temporanea riduzione a una sola corsia del tratto di circonvallazione parallelo al cantiere, che aveva causato importanti disagi alla circolazione in uno dei punti più trafficati della città.
In queste settimane l’obiettivo è stato quello di terminare i lavori nel più breve tempo possibile proprio per limitare i disagi per il traffico, soprattutto vista la concomitanza con la riapertura delle scuole per l’inizio del nuovo anno scolastico.
A rendere più lunga e complessa una parte degli scavi è stata anche la natura particolarmente compatta del terreno, che ha rallentato le operazioni. Sono state realizzate le pareti dei pozzi D e B (grandi colonne in cemento armato di 250 centimetri di diametro), che costituiranno il futuro collettore, nei prossimi giorni i lavori si concentreranno invece sui pozzi A e C.
Una volta terminate queste operazioni, intorno a dicembre partirà una nuova fase, caratterizzata dalla tecnologia del cosiddetto microtunnelling: sarà possibile scavare nel terreno per ricavare lo spazio in cui installare le macchine per la posa delle nuove condotte fognarie. Dovendo posare le reti al di sotto della circonvallazione reggiana e della linea ferroviaria Milano-Bologna, saranno utilizzate trivelle di grande diametro, del tutto simili a quelle impiegate per le gallerie stradali: queste macchine, comunemente chiamate “talpe”, consentiranno di eseguire i lavori senza interferire con il traffico stradale e ferroviario – convogliando automaticamente il terreno scavato nel pozzo di partenza, dal quale sarà poi estratto con sistemi automatizzati.
All’interno del pozzo di partenza saranno progressivamente inseriti i conci della nuova rete fognaria, che saranno spinti in avanti con martinetti idraulici, andando a costituire un tutt’uno con i conci precedentemente posati. Al termine della fase di trivellazione e di quella della spinta dei conci, il tratto del nuovo collettore congiungerà i due pozzi.






Rivogliamo il pesce nel secchio!