Reggio, è morto don Remigio Ruggerini: fu missionario in Madagascar per 24 anni

don Remigio Ruggerini – DRG

È un’altra giornata di lutto per la diocesi di Reggio Emilia-Guastalla: nella mattinata di mercoledì 22 ottobre all’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio è morto, all’età di 87 anni, don Remigio Ruggerini.

La salma sarà esposta nella chiesa di San Prospero Strinati a partire dalle ore 15 di giovedì 23 ottobre; alle 20.30 è prevista la recita del rosario. Le esequie saranno presiedute dall’arcivescovo Giacomo Morandi nella mattinata di venerdì 24 ottobre, alle ore 10, sempre nella chiesa di San Prospero Strinati; al termine, il corpo del defunto sarà tumulato presso il cimitero locale.

Nato a San Faustino di Rubiera il 27 giugno del 1938, dopo aver frequentato il seminario di Reggio fu ordinato sacerdote in cattedrale il 28 giugno del 1964 dall’allora vescovo Beniamino Socche. Nei primi anni di sacerdozio fu vicario parrocchiale a San Giovanni di Querciola, fino al 1965, e poi nella parrocchia reggiana del Preziosissimo Sangue, fino al 1967. In quegli stessi anni accompagnò anche l’Opera nazionale di assistenza religiosa e morale agli operai (Onarmo), seguendo in particolar modo le zone di Sant’Antonino, Veggia e Viano.

Il primo decennio del ministero di don Ruggerini è stato caratterizzato da un’intensa attività accanto ai giovani e a sostegno del loro percorso vocazionale: dal 1965 al 1981 insegnante di religione nelle scuole statali; dal 1967 al 1969 vicerettore del seminario di Marola; sempre dal 1967, e fino al 1973, vicedirettore dell’Opera vocazioni ecclesiastiche, seguendo i ragazzi che manifestavano il desiderio di entrare in seminario e mantenendo i contatti con le rispettive famiglie. Dal 1970 al 1973, inoltre, fu assistente diocesano dell’Azione Cattolica Ragazzi.

Nel 1973 il vescovo Gilberto Baroni gli affidò la parrocchia di San Rocco di Guastalla, che don Remigio Ruggerini ha guidato come parroco fino al 1982. In quegli stessi anni espresse al vescovo anche la sua disponibilità a partire in missione, chiedendo di andare in Brasile: all’inizio degli anni Ottanta, però, c’era bisogno in Madagascar, nel piccolo villaggio di Ampasimanjeva, e così nel 1982 gli fu assegnata la cura pastorale della parrocchia di Ampasimanjeva e di cinquanta villaggi nella foresta. Complessivamente trascorse in Madagascar ben 24 anni. Era chiamato “mon père bulldozer” oppure “mon père pain”: la prima espressione si riferiva all’energia con la quale portava a termine i compiti a lui affidati, sfidando anche la pioggia più intensa pur di raggiungere una comunità nella foresta o per portare aiuto a una persona bisognosa; la seconda al fatto che al mercato non mancava mai di donare un po’ di pane ai bambini che incontrava.

Rientrato a Reggio nel 2006, con un po’ di sofferenza visti i tanti anni trascorsi nella grande isola africana, nel 2007 il vescovo Massimo Camisasca gli affidò la parrocchia cittadina di San Prospero Strinati, della quale fu parroco fino al 2015. Negli ultimi dieci anni di vita, don Ruggerini è rimasto nell’unità pastorale “Sant’Oscar Romero” come collaboratore, risiedendo nella canonica di San Prospero Strinati, anche se la malattia gli ha progressivamente eroso le forze, limitando sempre di più la sua attività.



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