Il rapporto semestrale della Direzione Nazionale Antimafia, presentato proprio questa settimana, mette in luce le nuove sfide che attendono la lotta alle mafie e racconta di una criminalità organizzata che punta chiaramente a inserirsi nei complessi meccanismi economici, dagli appalti agli aiuti nazionali ed europei.
Una strategia che mette nel mirino delle cosche il PNRR come obiettivo estremamente ricco di risorse finanziarie da sottrarre e indirizzare verso gli affari delle associazioni criminose.
L’assalto al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta la nuova e triste tappa sul percorso di infiltrazione nell’economia legale già intrapreso da decenni.
Questa fase richiede un’attenzione speciale e chiama i dottori commercialisti a un rinnovato impegno nel contrasto alla criminalità.
I commercialisti reggiani insieme al loro Ordine professionale ci sono e non intendono arretrare di fronte a questa sfida.
La lotta alle mafie è una priorità, liberare la nostra economia dal peso delle organizzazioni criminali è un obiettivo irrinunciabile.
Lunedì prossimo ascolteremo con attenzione le relazioni dell’appuntamento di anteprima della rassegna “Noi contro le mafie” a cui da sempre offriamo la nostra collaborazione.
In questo momento saranno importanti le parole del Procuratore Gratteri insieme a quelle del Questore Ferrari, del dottor Vallone e del dottor Nicaso proprio perché massimo dovrà essere l’impegno in questi anni per tenere alta la guardia.
Dopo tanti anni di attività professionale posso dire ad alta voce che la nostra categoria professionale è sana, composta da professionisti che prima della deontologia professionale rispettano una “deontologia di vita”.
Nel nostro percorso professionale devono essere rispettati obblighi ben precisi quali la deontologia e la normativa antiriciclaggio.
Spesso il lavoro viene svolto a fianco di magistrati e forze dell’Ordine, accanto all’Amministrazione pubblica, gestendo patrimoni sequestrati e confiscati alla mafia, certificando e vistando documentazione utile alla Giustizia e all’Amministrazione Pubblica, spesso andando incontro a rischi.
La nostra attenzione oggi è ancora maggiore anche per le note vicende giudiziarie che hanno colpito il territorio: una catena di controllo che inizia dal professionista nei confronti del cliente e prosegue con l’Ordine nei confronti del professionista stesso.
Questa è la professione della nostra e di altre categorie e non permetteremo che la reputazione dei commercialisti venga “macchiata” da chi tradisce i principi etici e deontologici della professione.
Dopo tanti anni proviamo a variare la definizione di “colletti bianchi” in “colletti sporchi” e delinquenti, quando vengono alla luce comportamenti illegali tenuti da professionisti, così circoscriviamo il fenomeno alle “mele marce” senza infangare la categoria e confondere l’opinione pubblica come spesso accade.
(Massimo Giaroli, presidente Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Reggio Emilia)







Ultimi commenti
Ricordiamo anche che Mercoledì 29 aprile il controverso Crime and Policing Bill (disegno di legge sulla criminalità e l’ordine pubblico) ha ricevuto il Royal Assent […]
se la Principessa del Galles ha piacere di salutarmi sa dove trovarmi.....
Hantavirus... solo il nome fa tremare... mi sa che questa volta per il greenpass ci vogliono i soldati in strada, ma tanti.
Il Primo Tricolore non fu il vessillo della Repubblica Cispadana, che cacciò (temporaneamente) i Duchi di Modena nel lontano 1797? Con l'appoggio della Repubblica Francese […]
Ma poi scusate, quali salotti in quel di Reggio Emilia? Dai su, un po’ di realtà. Più che salotti potremmo parlare di altro, non dico