Domenica 8 settembre 2024, alle ore 11.30, a Reggio Emilia si svolge la Commemorazione dei soldati italiani di stanza in città, caduti resistendo all’occupazione nazista, avvenuta a seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943 (di cui ricorre l’81° anniversario).
La Commemorazione – a cui interverranno il sindaco Marco Massari e il presidente di Assoarma, Fabio Zani – avverrà ai piedi della lapide posta sul lato sud di palazzo Dossetti (ex caserma Zucchi, fronte prospiciente il teatro Cavalerizza), che riporta i nomi dei cinque militari che persero la vita: gli artiglieri Antonio Giannone da Palermo, Lino Bertoni da Forlì e Carlo Giannotti da Pesaro; il bersagliere Isidoro Favero da Trevisto; l’aviere Mario Pirozzi da Napoli.
L’8 settembre 1943 veniva reso pubblico l’armistizio firmato dal governo italiano di Badoglio e dalle forze di liberazione anglo-americane. Il caos e l’incertezza che ne seguì, a causa dell’assenza di indicazioni governative chiare e di conseguenza di ordini dai comandi militari, colpì anche Reggio Emilia: le caserme e tutte le strutture militari della città furono occupate dalle forze tedesche che in una notte riuscirono a prendere il controllo amministrativo.
Nelle giornate dell’8 e 9 settembre si registrarono diversi conflitti a fuoco tra i militari italiani – equipaggiati con qualche vecchio fucile, un cannoncino da esercitazione e una mitragliatrice della prima guerra mondiale – e nazisti, che spiegarono una cinquantina di carri armati ed erano muniti di armamenti di prim’ordine. Oltre ai cinque morti, si contarono diversi feriti tra i resistenti dell’Esercito italiano.
L’iniziativa di domenica è promossa da Assoarma di concerto con il Comune e le associazioni d’arma, combattentistiche e partigiane.







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sana invidia per quelli che il prosciutto non lo mangiano ma che due fette tagliate non troppo fini le hanno sempre sugli occhi....
Fabiola ha ragione.
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Due giorni "fiabeschi" in cui Reggio Emilia è assurta alle cronache mondiali tutta imbellettata, linda e profumata. Ora giu' la maschera, leviamoci il cerone e […]