L’accusa rivolta al Papa emerito di aver coperto alcuni casi di pedofilia nel periodo in carica come arcivescovo di Monaco di Baviera “è una manovra contro Ratzinger e viene da dentro la Chiesa”.
Lo ha affermato monsignor Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia per dieci anni e ora prossimo alla pensione e presto sostituito a capo della chiesa reggiana da monsignor Giacomo Morandi. “Tutti noi vescovi italiani, naturalmente me compreso, siamo profondamente convinti che gli abusi sessuali compiuti su minori, oltre a quelli morali e di autorità, siano un gravissimo delitto. Tanto più grave se compiuto da una persona consacrata, da un religioso, da un educatore”.
Il pensiero proviene da un’intervista di Aldo Cazzullo uscita sul Corriere della Sera nel corso della quale il vescovo si è quindi chiesto il motivo di “questo accanimento contro Ratzinger”.
Ha proseguito Camisasca: “Fu proprio il cardinal Ratzinger a evidenziarne per primo la gravità, solo tra i leader mondiali, politici e culturali, e a prendere provvedimenti. Nessuno ha fatto come lui, prima di lui”, individuando così “l’unica ragione” in una certa “insofferenza dei settori liberal della Chiesa e della società”.






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