Tra le bandiere coi colori giallo e azzurro dell’Ucraina, alla manifestazione per la pace indetta dai sindacati l’altra sera in piazza Prampolini a Reggio Emilia, ha sventolato anche una bandiera in rosso e nero con tanto di stemma di Pravyi Sektor, con due mitra e una spada, che rappresenta l’ala degli ultranazionalisti di estrema destra ucraini e anti-russi, movimento noto per i fatti del 2014, quando sostenne il ribaltone politico contro Mosca. A sventolarla una donna di origine ucraina.
Scrive a questo proposito REC – Reggio Emilia in Comune: “In piazza per la Pace sì, con simboli di morte no.
“Saremo nelle piazze per ribadire il nostro fermo NO alla guerra.
Eravamo presenti giovedì, alla manifestazione organizzata dai sindacati, ma ci sembra doveroso denunciare in quella sede la presenza di simboli neonazisti ucraini. Ovviamente all’insaputa dei promotori.
Abbiamo infatti notato che in prima fila venivano sventolate bandiere rosso e nere riconducibili al partito ucraino Pravyj Sektor (settore destro), ossia un’organizzazione paramilitare di ideologia neonazista. La conferma l’abbiamo avuta da alcune signore ucraine presenti. Siamo intervenuti per chiedere che questi simboli venissero ritirati dalla piazza. Nessuna figura istituzionale si è accorta di quanto stava accadendo.
Pravyj Sektor è stata attiva nella protesta Euromaidan con bombe molotov e, sempre loro, hanno bruciato vivi 48 attivisti antifascisti dentro la Casa dei Sindacati di Odessa, nel 2014. Le figure venerate da questo partito paramilitare sono essenzialmente due: Stepan Bandera, criminale di guerra collaboratore di Hitler, e Benito Mussolini.
Sono cose che possono accadere se si fanno appelli troppo generichi e non si esprime un pensiero critico e una posizione politica netta e rigorosa a fronte di un quadro complesso.
E una guerra che dura 8 anni e i suoi14mila morti meritano di più della semplice retorica.
Meritano una posizione chiara che sia contro la guerra di Putin, contro la guerra fredda della NATO, contro il coinvolgimento dell’Italia nella guerra, a favore di un taglio alle spese militari e al disarmo nucleare.
Lanciamo infine un appello agli organizzatori della manifestazione di sabato, in particolare al sindaco Luca Vecchi: annunciate da subito che non sarà permesso esibire e sventolare simboli e bandiere che richiamano ad organizzazioni fasciste e naziste.
Per chiedere la pace abbiamo bisogno di una voce democratica pulita”.






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lei, come tanti, confonde antisionismo e antisemitismo. il primo è una forma di pensiero politico, peraltro condivisa nel mondo da migliaia di Ebrei; il secondo, […]
Punto di vista che non avevo considerato, decisamente apprezzabile.