Reggio, alla biblioteca Panizzi il catalogo della mostra “La costruzione della città moderna”

Veduta della mostra – La costruzione della città moderna | Palazzo da Mosto ©outThere – FPM

Mercoledì 10 dicembre alle 17 nella Sala degli Artisti della biblioteca Panizzi di Reggio sarà presentato il catalogo della mostra “La costruzione della città moderna: gli archivi degli architetti del ‘900 a Reggio Emilia”, promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani – in collaborazione con il Comune di Reggio e la stessa Biblioteca Panizzi – e allestita a Palazzo Da Mosto fino all’8 febbraio 2026: un’esposizione tutta dedicata ai grandi architetti che, nel secolo scorso, hanno contribuito a plasmare concettualmente e stilisticamente la Reggio di oggi.

Alla presentazione interverranno i curatori Giordano Gasparini e Andrea Zamboni, in dialogo con Alberto Ferraboschi della biblioteca Panizzi.

La mostra esplora l’evoluzione urbana della città di Reggio attraverso progetti, fotografie e disegni, riunendo materiali significativi dei principali protagonisti dell’architettura e dell’urbanistica reggiana del Novecento conservati alla biblioteca Panizzi: Guido Tirelli, Pietro Cavicchioni, Prospero Sorgato, Carlo Lucci, Osvaldo Piacentini, la Cooperativa Architetti e Ingegneri, Antonio Pastorini; in più, grazie alla disponibilità degli eredi, sono presenti in mostra anche gli archivi di Eugenio Salvarani ed Enea Manfredini, per stimolare una riflessione su come le vicende politiche, sociali e culturali del Novecento abbiano influenzato le scelte architettoniche e urbanistiche e abbiano così delineato il profilo della città moderna e dei suoi luoghi-simbolo.

Il volume che accompagna la mostra, edito da Thedotocompany e curato da Giordano Gasparini e Andrea Zamboni, analizza il ruolo fondamentale degli archivi degli architetti reggiani: una lettura critica e culturale che mette in luce come tale patrimonio rappresenti una fonte preziosa per comprendere l’evoluzione urbana, architettonica e culturale della città del Tricolore.



Ci sono 2 commenti

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  1. Frassino

    Politica, moda, architettura, spettacoli musicali. A questo genere di attività si dedicano mostre, convegni, pubblicazioni, che possano dilatare la grandezza di personaggi che in realtà grandi non sono. Semplicemente si sono occupati di estetica, non nel senso filosofico del termine, ma nel senso di esteriorità. La creatività degli architetti consiste essenzialmente nel creare problemi che altri poi, con il loro oscuro lavoro, dovranno risolvere. Ma state certi che la fama resta circoscritta solo a loro, tutti i meriti sono loro.
    Quando l’aeroporto di Tokio, progettato dall’archistar Piano, inizio ad avere problemi di cedimenti, lui subito si tolse dalle responsabilità, non era lui il responsabile del progetto delle fondazioni. Ma i tecnici giapponesi fecero notare che la scelta del sito gli era stata sconsigliata, ma lui aveva insistito su quella. Sono così loro: solo i meriti accettano, le responsabilità in caso di problemi sono di altri. Il prof. Carlo Terzaghi, padre della “geotecnica”, ammoniva i suoi allievi: “There is no glory in the foundations”, ovvero: “il progettista delle fondazioni è sempre ignorato (salvo che non si verifichino dissesti, di cui verrà incolpato), a differenza del progettista architettonico che si occupa di ciò che si vede, che si può ammirare e lodare”.


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