Referendum, l’allarme di Castagnetti: “Continuando per questa strada si va a sbattere”

castagnetti

All’indomani della fallimentare consultazione referendaria su diritti dei lavoratori (quattro quesiti) e cittadinanza (un quesito), che si è chiusa con il mancato raggiungimento del quorum – del 50% più uno dei votanti – richiesto affinché i risultati potessero essere ritenuti validi, l’ex deputato ed europarlamentare reggiano Pierluigi Castagnetti ha commentato i risultati invitando il centrosinistra a un cambio di rotta.

“Non intendo infierire sugli esiti di referendum che ho giudicato sbagliati sin da subito”, ha scritto su Facebook: “Credo che Renzi, si pensi qualsiasi cosa sui suoi comportamenti politici, e io non ho mai taciuto le mie critiche, sia tra i pochi che hanno cercato di aiutare il Pd a ‘vedere’ la realtà sul tema del lavoro e, dopo l’esito dei referendum, a fare un ragionamento politico lucido”.

“Personalmente non intendo dare consigli non richiesti, anche perché alla mia età si deve imparare il silenzio e l’ascolto più delle parole. Nel Pd, però, ci sono personalità più o meno della mia generazione che conoscono la politica, più e meglio di me, che sanno (anche se non hanno le prove, come diceva Pier Paolo Pasolini) che continuare per questa strada si va a sbattere, cioè va a sbattere il Paese perché privo di una opposizione, senza la quale la democrazia semplicemente non esiste. E hanno il vantaggio di poter utilmente parlare, pur senza la certezza neppure loro di essere ascoltati”.

“Potrebbero farlo, non dico pubblicamente ma anche solo privatamente, per aiutare a cambiare. Senza mettere in discussione la segretaria o la segreteria, senza chiedere congressi né primarie più o meno aperte, senza proporre di aprire a un’alleanza con forze del centro democratico (peraltro inevitabile, tanto vale parlarne apertamente), ma suggerire semplicemente e amichevolmente di convocare un momento di riflessione veramente aperto a tutta l’intelligenza del Paese interessata a dare una mano, anche solo per capire (capire il Paese di oggi, capire quali strategie, con quale classe dirigente, verso dove, ecc.). Ecco, intanto questo, solo questo. Posto che da quelle parti dove sembra prevalere l’arroganza, ci sia ancora qualcuno interessato a tornare a vincere, per il bene del Paese e delle sue più giovani generazioni”.