Per tentare di comprendere l’incomprensibile, ossia il trasferimento di una kermesse creata per incentivare la vitalità del centro storico nei grandi spazi periferici del Campovolo, privando così la manifestazione della sua stessa natura, non servono logica e buonsenso.
Esistono certamente altre spiegazioni, di certo non propagandate e non visibili ai più, che confermano l’intreccio tra interessi politici e interessi economici di cui in questi anni non si è parlato a sufficienza e sui quali va fatta luce.
I cittadini che vivono in centro tireranno un sospiro di sollievo. L’abbruttimento sociale delle ultime edizioni dei Mercoledì Rosa, prima che il Covid sospendesse tutto, aveva iniziato a determinare un disagio pesante per i residenti: alcol, droghe, teppismo di giovinastri senza controllo, e scarsissimi ritorni per i commercianti.
Chi vorrà invece deliziarsi con proposte del tipo corsa sui tacchi dovrà recarsi là dove lo spazio dell’Arena ha occupato l’area del Campovolo un tempo destinata alla festa dell’unità (che pure sta tornando). Ci avevano promesso Bruce Springsteen, ci accontenteremo della sagra da strapaese.






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