Tra PVT e Freak Antoni, i nostri anni libertini

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In una soleggiata e fresca mattina di fine novembre, la presentazione degli outtakes (o ritagli) del documentario “Ciao, Libertini! Gli anni Ottanta secondo Pier Vittorio Tondelli” – organizzata da Nicola Fangareggi, direttore di “24Emilia”, con la partecipazione del circolo Arcigay Gioconda – ha riempito la sala del Capitano del Popolo all’hotel Posta di Reggio Emilia.

Il documentario integrale, una produzione Sky Arte, diretto da Stefano Pistolini e sceneggiato da Simonetta Sciandivasci, invece, è stato presentato ufficialmente alla Festa del Cinema di Roma e sarà disponibile da giovedì 16 dicembre – 30° anniversario della morte dello scrittore correggese – sulla piattaforma Sky. Successivamente sarà visionabile in streaming su NowTv.


Il pubblico, dopo essersi arrampicato sulle scale che da Piazza del Monte portano alla sala, è accolto, nell’atrio, da una colonna sonora di musica anni Ottanta e da Patrizia Nasi, della Libreria del Teatro, con i libri di Pier Vittorio Tondelli, tra i quali l’ultimo pubblicato “Viaggiatore solitario”, una raccolta di interviste e conversazione comprese fra il 1980 e il 1991, anno della morte. Che consigliamo.

Presente un pubblico che anima la vita culturale e politica di Reggio Emilia, non quello istituzionale, però, che non ha prestato, nel corso del tempo, la giusta attenzione a Pier Vittorio Tondelli. Una dimenticanza? «Non fu una dimenticanza – afferma Nicola Fangareggi – Fu l’inevitabile conseguenza di un contesto chiuso, dominato dalla chiesa rossa del PCI e dalla chiesa cattolica, che non consentivano evasioni culturali».
Allora, Fangareggi, introducendo la presentazione, prova a fare un po’ di giustizia sottolineando quanto fosse apprezzato fuori non solo dai confini provinciali ma anche nazionali, come in Francia e in Spagna.

Il documentario “Ciao, Libertini!”, infatti, non nasce a Reggio Emilia ma da un’idea della giornalista di “Repubblica” Simonetta Sciandivasci, che ha chiesto anche al direttore di “24Emilia” una testimonianza sullo scrittore correggese. Gli chiediamo per quale motivo sia stato coinvolto: «Con Simonetta ci siamo incontrati su Twitter. Credo sia rimasta folgorata dalle foto di Pier e me ancora ragazzi». Questa testimonianza, però, non è compresa nei “ritagli” presentati sabato 27 novembre.

Prima di passare alla visione delle immagini segnaliamo gli interventi di Dario De Lucia (consigliere comunale a Reggio Emilia), che contrappone la Reggio Emilia descritta dal sito ufficiale del Comune con quella cantata dai CCCP Fedeli alla Linea in “Rozzaemilia”, e Alberto Nicolini, presidente di Arcigay di Reggio Emilia, che racconta la sua personale esperienza vissuta a Rubiera, piccolo centro reggiano, non molto diversa da quella vissuta da Tondelli, oltre tre decenni prima, a Correggio.
Partono le immagini. In un quarto d’ora sullo schermo si succedono diversi testimoni tra i quali la stessa Simonetta Sciandivasci, Oderso Rubini, Giovanni Lindo Ferretti, Luigi Ontani, Roberto Freak Antoni e stralci di letture tratte da “Altri libertini” di Vasco Brondi. Outtakes che riescono comunque a restituirci il personaggio Tondelli, come scrittore e come uomo.

In coda alla “matinée” due video interviste di Fangareggi a Roberto Freak Antoni, il fondatore degli Skiantos e del rock demenziale italiano, legate in qualche misura a Tondelli. Nella prima, del 2013, il musicista, con “Altri libertini” in mano all’interno della Libreria del Teatro, racconta del suo incontro con Tondelli a Bologna e della loro collaborazione. La seconda, dal titolo “La morte non esiste”, ci fa tornare al 2012, proprio dentro l’Hotel Posta, in occasione della celebrazione della profezia Maya (quell’anno doveva essere l’ultimo…) andata in scena il 21 dicembre 2012 . Un’intervista che ci rivela un Freak Antoni inedito. Interviste recuperabili su YouTube.

A proposito dell’ultima intervista, chiediamo al direttore perché, introducendola, ha messo un legame stretto tra PVT e Roberto Freak Antoni, qual è il nesso che li unisce? «Il rapporto con la gloria, l’amore e la morte sopravvenuta in giovane età».
Al termine della presentazione mentre il pubblico defluisce con una domanda che ci stuzzica fin dall’inizio… non resistiamo e la giriamo a Fangareggi. Seconde te, come andrebbe celebrato Tondelli? «Con una grande festa libertina – risponde – Un baccanale moderno, una grande festa in cui tutti si divertano».




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