“Entro l’estate dovranno essere pronti gli studi di fattibilità per la riapertura dei punti nascita nei territori montani della nostra Regione”. Lo ha detto l’assessore regionale alla sanità, Raffaele Donini, rispondendo a un question time presentato dal consigliere regionale della Lega, Gabriele Delmonte, in apertura dei lavori odierni dell’Assemblea legislativa, che chiedeva un aggiornamento dopo che il presidente Bonaccini aveva pubblicamente ammesso essere stato un errore la chiusura dei punti nascite a Porretta Terme (BO), Pavullo nel Frignano (MO), Castelnovo Monti (RE) e Borgo Val di Taro (PR) .
“L’impegno a rispettare la promessa di riaprire i punti nascita – ha aggiunto Donini – da parte della Regione c’è, speriamo che la commissione ministeriale accolga la nostra richiesta di deroga”. “Forse con un ‘occhio ai tempi elettorali – ha chiosato Delmonte – lo studio di fattibilità di Porretta, dal momento che andrà al voto a ottobre, è già pronto ma questa volta siamo tutti d’accordo, la parola data va mantenuta e tutti i punti nascita, su cui la Regione ha fatto per fortuna un clamoroso dietrofront, devono essere riaperti in sicurezza nei prossimi mesi per dare dignità e pari diritti alle popolazioni che abitano i centri montani del nostro appennino”.
La Regione ha previsto una spesa di 2 milioni per il ripristino della struttura di Porretta Terme e 2,5 milioni di spese annuali per la gestione e il personale sanitario coinvolto, anche in collaborazione con l’ospedale di Bologna. Demonte ha chiesto che la Regione valuti, con il coinvolgimento delle singole direzioni generali Ausl e caso per caso le necessità per un’adeguata riapertura delle strutture dei reparti quanto a sicurezza, assicurando poi un fronte comune noi confronti della commissione ministeriale chiamata ad esprimersi sulla deroga alla chiusura attuale dei punti nascita.






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