Dagli chef stellati come Andrea Vezzani ai sindaci di Rubiera Emanuele Cavallaro e di Casalgrande Giuseppe Daviddi, in queste ore l’appello dei pubblici esercizi aderenti a Confcommercio Reggio (“Fateci lavorare”) sta diventando una richiesta corale – “al quale ci auguriamo si uniscano anche gli altri sindaci della provincia”, ha spiegato il presidente reggiano dell’associazione Davide Massarini.
“Riportando le parole di un collega – ha detto Massarini – “Fateci lavorare: e se questo è chiedere troppo è forse perché non avete idea di quanto tempo, fatica, sogni, tenacia ci siano dietro al nostro lavoro“; né, aggiungo, di quanti posti di lavoro sono a rischio. Anche per questo, dopo il confronto con il sindaco di Casalgrande, non possiamo che unirci all’appello di questi professionisti e dei primi cittadini del nostro territorio”.
Il 18 gennaio, ha ricordato la sezione reggiana di Confcommercio – Imprese per l’Italia, è stata delineata al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli la drammatica situazione dei pubblici esercizi e sono state avanzate alcune proposte: riaprire bar e ristoranti almeno fino alle ore 18 anche in zona arancione; riaprire l’attività serale del settore della ristorazione in zona gialla; rafforzare le misure economiche di sostegno al settore, rivedendo i meccanismi di calcolo dei contributi su base annua; esentare i pubblici esercizi dal pagamento dell’Imu 2021; prolungare gli ammortizzatori sociali fino al termine del periodo di crisi; prorogare il credito d’imposta sulle locazioni commerciali e incentivare i locatori a ridurre i canoni; estendere a quindici anni il periodo di ammortamento anche dei prestiti fino a 800mila euro garantiti dal Fondo centrale di garanzia.
“Abbiamo detto che è necessario anche invertire la stessa impostazione di principio riservata in questi mesi al settore dei pubblici esercizi, vittime di un rating reputazionale massacrato dalle insinuazioni sulla sicurezza e dalla classificazione di attività non essenziali”.
Le conseguenze di queste restrizioni, ha aggiunto Massarini, “non investono soltanto le attività stesse ma penalizzano a caduta tutto il settore del commercio. Per queste ragioni facciamo appello a tutti i sindaci della provincia di erogare, come alcuni Comuni hanno fatto già, un sostegno diretto di liquidità a tutte le attività, con particolare attenzione a quelle della filiera con codici Ateco esclusi dai contributi nazionali”.
Come già proposto dal presidente provinciale di Fipe (la Federazione dei pubblici esercizi aderenti a Confcommercio) Fabio Zambelli, inoltre, un’altra richiesta di Confcommercio è che data l’inattività dei pubblici esercizi la tassa sui rifiuti sia sospesa o drasticamente ridotta: questo invito, ha precisato Massarini, “è rivolto a tutti i primi cittadini della provincia reggiana, in modo che non ci siano differenze di trattamento tra un Comune e l’altro”.







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