“È assurdo, sono cinque anni che sto vivendo una situazione incredibile, portare prove della mia innocenza non basta. Non so cosa fare, era talmente tanto ovvio oggi assolvere che addirittura hanno riconfermato una cosa assurda”.
Sono queste le prime parole del centrocampista della Reggiana Manolo Portanova ai giornalisti dopo che giovedì 16 aprile la Corte d’appello di Firenze ha confermato per lui la condanna a sei anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo e lesioni; Portanova era già condannato alla stessa pena anche in primo grado dal tribunale di Siena nel 2022, con rito abbreviato.
“La dichiarazione che ho fatto davanti ai giudici e davanti al presidente è stata quella di un ragazzo buono, che è amato da una città per il ragazzo che è”, aggiunge Portanova: “Prima di essere un giocatore sono un uomo. E qua l’uomo lo stanno infangando con una roba assurda che non gli appartiene. Stiamo facendo del male alla ragazza perché le stiamo facendo credere realmente che questa cosa è successa. Mi dispiace e spero che almeno qua in appello a Firenze motivino, visto che a Siena non hanno avuto il coraggio di motivare le prove del mio avvocato; almeno spero che qui a Firenze lo faranno”.
“Continuo a lottare come ho sempre fatto, non mi abbatto assolutamente per un’altra condanna, so di essere innocente e lo urlerò fino alla fine. Io vado avanti all’infinito. Non posso perdere la mia vita calcistica. Gioco a calcio da quando avevo quattro anni, il mio sogno è giocare a pallone: non giocare più a pallone per un’accusa del genere, infangata e priva di prove, perché non ci sono… sicuramente non mi fermo, il mio avvocato non si fermerà, perché crede nelle carte; io credo moltissimo nella giustizia, anche se non è stata applicata in queste due sentenze. Fa male, però è un male che mi fa capire che a volte la verità può venire a galla dopo, come sta succedendo un po’ in questo Paese ultimamente”.
“Prima della causa ho detto che non sono quello che mi descrive la controparte, non sono assolutamente quella persona lì, non ho mai trattato male una persona e non la tratterò male mai. Sono stato cresciuto con dei sani princìpi, come quelli di rispettare sempre le donne, ma anche l’uomo. Non capisco, non mi riesco a capacitare ancora come sia possibile ancora lottare per una cosa che è talmente tanto ovvia… non lo so. A volte penso male, però devo per forza credere nella giustizia, sperando che poi non succeda come sta succedendo in tanti casi ultimamente che si leggono, che fanno storie mediatiche; non vorrei che poi si arrivasse a quello anche per me”.
Leggi anche:
Processo Portanova, confermata anche in appello la condanna a 6 anni per violenza sessuale






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu