Peste suina africana, Albinea e Scandiano escono dalle zone di restrizione

cinghiale nel bosco – US

In Emilia-Romagna si riducono ulteriormente le restrizioni per la peste suina africana (Psa): la Commissione europea, infatti, ha accolto la revisione delle zone di restrizione presentata nei giorni scorsi a Bruxelles dalla struttura commissariale regionale.

Il provvedimento riguarda sei territori comunali nelle province di Reggio Emilia e Piacenza. Nel Reggiano sono due i comuni interessati, Albinea e Scandiano, che escono entrambi dalle zone di restrizione, passando direttamente dalla zona di restrizione I (ZR1) alla cosiddetta “zona indenne”: questo perché tra il settembre dello scorso anno e quello del 2026 tutte le analisi effettuate sulle carcasse e sui capi abbattuti hanno dato esito negativo.

Nel Piacentino passano dalla ZR1 alla zona indenne i comuni di Castel San Giovanni e Calendasco; per Borgonovo Val Tidone e Ziano Piacentino, invece, è previsto il passaggio dalla zona di restrizione II (ZR2) alla ZRI.

La rimodulazione è stata motivata dall’andamento della situazione epidemiologica, con zero nuovi casi accertati nell’ultimo anno nelle zone interessate, e dai risultati delle attività di sorveglianza, ricerca e depopolamento condotte sul territorio a partire dalla fine del 2023.

Soddisfatti gli assessori regionali all’agricoltura Alessio Mammi e alle politiche per la salute Massimo Fabi: “La rimodulazione delle zone di restrizione a cui hanno lavorato i tecnici regionali rappresenta un risultato importante, che conferma l’efficacia del lavoro di sorveglianza e contenimento portato avanti in questi anni dall’Emilia-Romagna insieme alla struttura commissariale, alle autorità sanitarie, agli enti locali, ai gruppi operativi territoriali e a tutti i soggetti impegnati sul territorio”.

Per Mammi e Fabi si tratta di “un passo avanti significativo sia sul piano sanitario sia per le prospettive economiche dei territori interessati, dove operano allevamenti e imprese della trasformazione e della salumeria, che hanno subìto pesanti limitazioni commerciali, in particolare alle esportazioni verso Stati Uniti e Canada e verso il Regno Unito. La riduzione delle restrizioni apre nuove opportunità per queste attività e rappresenta un segnale positivo per l’intera filiera suinicola regionale”.

“Non dobbiamo però abbassare la guardia sulla diffusione del virus. Occorre proseguire con le attività di sorveglianza, contenimento della popolazione di cinghiali e prevenzione, con l’obiettivo di favorire la progressiva uscita di altri territori dalle zone di restrizione, tutelando la salute animale, le imprese e la competitività della nostra filiera”.

La peste suina africana è una patologia di tipo virale che colpisce suini domestici e cinghiali (ma non è trasmissibile all’uomo) e che si trasmette tramite il contatto con altri animali infetti: è altamente letale per gli animali colpiti, anche perché finora non esiste alcun trattamento.



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