Nelle prime ore del mattino di mercoledì primo ottobre il Nucleo carabinieri Tutela patrimonio culturale di Roma ha effettuato un blitz a Palazzo Tarasconi, a Parma, dove è allestita la mostra “Dalì: tra arte e mito”, inaugurata sabato scorso, procedendo al sequestro di 21 opere in esposizione (arazzi, disegni, incisioni e oggettistica), ritenute falsamente attribuite all’artista spagnolo.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Roma, ha avuto origine da una segnalazione della Fundaciòn Gala – Salvador Dalì, l’ente che gestisce e difende la proprietà intellettuale dell’artista in Spagna e nel resto del mondo; la fondazione ha evidenziato elementi di criticità riguardo l’effettiva autenticità di alcune delle opere in esposizione.
I militari del Nucleo carabinieri Tpc avevano peraltro notato alcune anomalie già in occasione di una mostra allestita in un museo di Roma, che aveva lo stesso titolo di quella di Parma.
Il decreto di sequestro è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma su richiesta dei magistrati del dipartimento Criminalità diffusa e grave della Procura capitolina, che sono convinti che siano state messe in circolazione ed esposte al pubblico opere d’arte di dubbia attribuzione, con ogni probabilità non autentiche.
La società Navigare srl, organizzatrice della mostra “Dalì. Tra arte e mito”, ha “preso atto dell’azione scaturita dalle indagini preliminari” e si è detta “pronta a offrire piena collaborazione alle forze dell’ordine” per la verifica di autenticità delle 21 opere oggetto del sequestro, fornendo al Nucleo Tpc dei carabinieri “la documentazione richiesta per le indagini nonché ogni oltre elemento utile”.






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