Parco dell’Appennino tosco-emiliano, Ferretti: “La presidenza ora spetta a Ventasso”

Enrico Ferretti sindaco di Ventasso con Fausto Giovanelli – FB EF

Nel bel mezzo delle procedure per la nomina del nuovo presidente del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, che succederà al presidente uscente Fausto Giovanelli, il sindaco di Ventasso Enrico Ferretti ha scritto una lettera aperta – che non mancherà di far discutere – alle istituzioni, ai rappresentanti politici e alle comunità dell’Appennino per rivendicare la presidenza dell’ente per un rappresentante della comunità di Ventasso.

 

Riportiamo integralmente la lettera aperta.

Chi scrive è il sindaco del Comune che, da solo, rappresenta il 34,75% dell’intera superficie del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano: 9.073 ettari su 26.108 complessivi. Non un Comune tra i tanti, ma il singolo Comune più esteso dell’intero Parco, con una superficie che supera quella di tutti gli otto Comuni toscani del Parco messi insieme.

Scrivo questa lettera con il senso di responsabilità che il mio ruolo impone, ma con la chiarezza che il momento richiede. Dalla nascita del Comune di Ventasso, avvenuta nel 2016, il nostro territorio non ha mai avuto la possibilità concreta di proporre un proprio rappresentante alla presidenza dell’Ente Parco capace di portare direttamente istanze, competenze e visione di un territorio che costituisce oltre un terzo del Parco. Questo è un dato oggettivo. Ed è un dato che oggi non è più sostenibile. Non lo è sotto il profilo della rappresentanza democratica. Non lo è sotto il profilo dell’efficacia amministrativa. Non lo è sotto il profilo dell’equità nei confronti di una comunità che nel Parco vive, lavora, investe e custodisce quotidianamente il patrimonio ambientale.

Senza nulla togliere al lavoro svolto in questi anni e ai risultati raggiunti nella tutela e nel riconoscimento internazionale del nostro Appennino, resta una evidenza: per troppo tempo Ventasso ha visto assumere decisioni altrove, senza che la voce del territorio più ampio del Parco avesse il peso che le compete. Questo ha generato una distanza tra ente e comunità locali, tra governance e vita reale della montagna. Una distanza che oggi va colmata.

Rivendicare la presidenza del Parco per un rappresentante espressione del territorio di Ventasso è una scelta di equilibrio istituzionale, di responsabilità e di visione. È la presa d’atto che il Parco ha bisogno di una guida che conosca questi territori dall’interno, che ne viva quotidianamente le difficoltà e ne comprenda le potenzialità non per studio, ma per esperienza diretta.

Il nostro Appennino sta affrontando sfide strutturali: lo spopolamento che continua a indebolire le comunità, i giovani che faticano a trovare opportunità, le imprese agricole, artigianali e turistiche che chiedono un Parco alleato dello sviluppo e non percepito come mero vincolo burocratico. Servono investimenti e programmazione strategica.

Serve una presidenza capace di coniugare tutela ambientale – valore irrinunciabile – e sviluppo sostenibile concreto. Una presidenza in grado di valorizzare le filiere agricole e forestali, promuovere un turismo responsabile e di qualità, attrarre risorse e creare le condizioni affinché i giovani possano scegliere di restare o tornare. Servono competenze nuove, capacità di dialogo istituzionale multilivello e, soprattutto, la volontà di restituire centralità a un territorio che rappresenta oltre un terzo del Parco e che ha molto da dire.

Il Parco nazionale non può essere solo un perimetro di tutela. Deve essere un motore di sviluppo per le comunità che lo abitano. In una fase in cui il mandato presidenziale è scaduto ed è in regime di proroga, mentre sono in corso le procedure per la nomina del nuovo presidente, come sindaco del Comune di Ventasso, con il sostegno della maggioranza consiliare e delle forze vive del territorio, chiedo con fermezza che il prossimo presidente del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano sia espressione del territorio di Ventasso.

La richiesta è rivolta a chi detiene la responsabilità istituzionale della scelta: al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, ai presidenti delle Regioni Emilia-Romagna e Toscana, agli amministratori locali e ai rappresentanti politici dell’Appennino tutti. È il momento di riconoscere ciò che i numeri, la storia e la dignità di questa comunità rendono evidente.

Ventasso non chiede un privilegio. Chiede di essere finalmente protagonista nella governance di un Parco di cui costituisce il cuore territoriale.

Enrico Ferretti
Sindaco del Comune di Ventasso



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