Chiusa l’ultima pagina ero esasperato. Buon segno, invece, perché questa storiaccia romanzata di cronaca nera mi ha afferrato per le budella e mi ha trascinato dentro l’universo, si fa per dire, di Ogno, un paesino immaginario, ma non troppo, della Pianura padana «stretto tra i campi, le rotonde, i centri commerciali e i capannoni industriali» che punteggiano il paesaggio del nord Italia. Ipocrisia e illusioni, stroncate dalla piatta vita di provincia. Vizi privati, pubbliche virtù, per dirla con il titolo di un vecchio film del regista ungherese Miklos Jancso. E, per stare sull’attualità (e sulla stessa terra), come la vita dell’eurodeputato magiaro Jozsef Szajer, che si è dato alla pazza gioia a Bruxelles in un festino con altri 24 uomini a base di alcol ed extasy. E tanti saluti alla famiglia tradizionale, di cui era fiero paladino nel partito conservatore di Viktor Orban, e al confinamento Covid.
Dalle steppe ungheresi torniamo nella Padania di Ogno, per seguire la vita della protagonista del bel “docu-romanzo” di Nadia Busato, la shampista Barbie, alias Barbara, prigioniera del sogno consumista. Ricchezza e celebrità raggiunte grazie al partner giusto che primo o poi avrebbe trovato – la cui ricerca compulsiva ha lo stesso ritmo dei vestiti che cambia. Un salto di status che sarebbe stato certificato dal trasferimento nella capitale produttiva d’Italia, Milano. Addio così tanto alla squallida provincia quanto alla sua famiglia, travolta da uno scandalo delle apparenze maturato davanti alla tv dei reality.
In questa girandola di illusioni, vanità, umiliazioni e solitudini, spolverate abbondantemente di coca e alcol, le fanno compagnia Maicol, il suo collega di lavoro, e l’ultra quarantenne Ric (entrambi omosessuali, ma che non si sappia ufficialmente in paese…), padrone del parrucchiere Hair&Beauty, dove i due giovani lavorano.
Non vi racconto altro di questa storia presa dalla realtà, se non sottolineare come Busato alterni alla narrazione considerazioni culturali, sociali e politiche senza perdere di vista il ritmo del racconto. Un romanzo che ha una scrittura che rimanda allo stile di tanta letteratura americana. Che per me è un complimento.
(Nadia Busato, Padania Blues, SEM, Milano 2020, pp. 272, 16,00 euro, e. book 8,99 euro
recensione di Glauco Bertani).
Si ringrazia la Libreria del Teatro, via Crispi 6, Reggio Emilia
Colonna sonora:
GUIDO TOFFOLETTI’S BLUES SOCIETY, Chains On
GEORGE THOROGOOD, Bad To The Bone
THE SPENCER DAVIS GROUP, Gimme Some Lovin’
GIULIANO E I NOTTURNI, Il Ballo di Simone







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno