Ogni cantina ha il suo odore

graziella

Le cantine hanno un odore. Ogni cantina il suo. Difficilmente cattivo. C’è sempre un’essenza prevalente che sta tra la muffa e l’aceto. E tanta polvere. Più che un luogo la cantina è un non luogo. C’è fresco e poca luce e quasi mai ti fermi in quel limbo disordinato. Ciò che fa davvero la differenza è la tua mente. Quasi mai sosta tra gli oggetti della cantina quei pochi secondi che ci sei. È sempre altrove e difficilmente è rivolta alle cose accatastate intorno. Per questa ragione esistono gli svuotacantine. Le cantine sono faticose non per lo sforzo fisico che serve a sistemarle ma per l’energia mentale necessaria per fare i conti con pezzi non elaborati, o addirittura dimenticati, di quotidianità passate senza lasciare appartenente traccia.

I professionisti che riordinano o svuotano cantine tornano utili quando cambi casa o devi fare spazio ai cartoni degli elettrodomestici da conservare per via della garanzia. Così ti ho ritrovato. Non stavo cercandoti anche perché non sapevo più che c’eri stata. Un mondo lontano ha ripreso vita per qualche tempo in quella regione del mio cervello dove stanno le cose belle e silenziose. Ho visto di nuovo quella luce in quel piccolo cortile di ghiaia e ho ricordato perfettamente la corteccia di quel ciliegio e la dimensione gigantesca della mano di mio padre tra la la nuca e le scapole. Poi d’incanto quel calore solido si è dissolto, in un batter d’occhio è accaduto tutto ciò che doveva accadere. Pedalavo ed ero libero. Sino ad oggi non mi sono più voltato indietro, non ho mai più cercato gli occhi di chi ha incoraggiato il mio primo volo. C’è un punto laggiù, lontanissimo, dove ritroverò il dito che mi ha indicato sempre la giusta direzione.




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