Novellara. Facevano lavorare cinesi col visto turistico scaduto da anni pagandoli con vitto e alloggio nel degrado

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I carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro con colleghi in forza a Novellara, nell’ambito dell’azione europea “Empact Thb 2021”, finalizzata a contrastare le attività criminali correlate al traffico di essere umani ed allo sfruttamento del lavoro, hanno proceduto ha effettuare una serie di controlli in alcune aziende agricole della Bassa reggiana.

In particolare in un’azienda agricola con sede legale a Reggio Emilia e sede operativa a Novellara, all’esito dei controlli, i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Reggio Emila hanno sorpreso lavorare in nero nei campi due cittadini cinesi clandestini. Per questi motivi con l’accusa di concorso in sfruttamento della manodopera e occupazione di cittadini stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno, i carabinieri hanno denunciato alla Procura della repubblica presso il tribunale di Reggio Emilia il titolare dell’azienda agricola, un 60enne reggiano, e il gestore dell’attività, un cittadino cinese 46enne abitante a Novellara.

In particolare, dagli accertamenti esperiti dai carabinieri, è emersa l’attività di sfruttamento di manodopera per cittadini cinesi, approfittando del fatto che non potevano ottenere il permesso di soggiorno per lavoro subordinato in quanto in possesso di visto turistico scaduto da diversi anni. La retribuzione dei due cittadini cinesi clandestini per l’attività lavorativa prestata nei campi è risultata essere costituita dal solo vitto e alloggio che il titolare e il gestore dell’azienda hanno assicurato ai due, peraltro in condizioni alloggiative ritenute degradanti. Il titolare dell’azienda veniva inoltre sanzionato per aver occupato in nero i due lavoratori clandestini.
L’attività imprenditoriale dell’azienda agricola è stata sospesa, mentre i due cittadini stranieri di nazionalità cinese, irregolari sul territorio nazionale, sono stati avviati per le procedure di espulsione. Al titolare dell’azienda i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Reggio Emilia hanno contestato ammende per oltre 1.000 euro e sanzioni amministrative per oltre 10.000 euro.

 



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