A un paio di settimane dalla circolare congiunta “Misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto di fenomeni di illegalità negli istituti scolastici”, diramata a fine gennaio dai ministri dell’Istruzione Giuseppe Valditara e dell’Interno Matteo Piantedosi, venerdì 13 febbraio nella sede della Prefettura di Reggio Emilia si è riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Dalla riunione, presieduta dal viceprefetto vicario reggente Caterina Minutoli, alla presenza dei vertici delle forze di polizia, della Provincia di Reggio, del sindaco di Reggio Marco Massari, dei sindaci degli altri Comuni reggiani, del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale e dei referenti dell’Ausl reggiana, è emerso un orientamento condiviso: il ricorso ai metal detector nelle scuole non è ritenuto necessario, almeno per il momento.
Nessun automatismo, dunque: la decisione sarà demandata eventualmente ai singoli dirigenti scolastici, che, qualora lo ritenessero opportuno, alla luce del verificarsi di episodi di particolare rilevanza e gravità, potranno farne richiesta per il proprio istituto. L’attività di controllo, in ogni caso, come prevede la circolare dovrà essere affidata “ai soli operatori di pubblica sicurezza, evitando ogni impropria partecipazione del personale degli istituti interessati”.
La circolare ministeriale di gennaio prevedeva che proprio in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica potesse essere valutata, per gli istituti scolastici che avessero presentato particolari profili di criticità (comportamenti violenti all’esterno degli istituti, situazioni di spaccio di sostanze stupefacenti, reiterati atti di bullismo), la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione di controlli mirati.
Al momento, però, per Reggio e provincia non è stata ritenuta necessaria questa soluzione: “È stata effettuata”, spiega la Prefettura, “un’attenta analisi delle situazioni relative ai diversi istituti scolastici della Provincia, con particolare riferimento ai profili connessi all’ordine pubblico e alla sicurezza, anche alla luce delle esigenze emerse in ambito territoriale”, ma per ora l’impegno rimane quello di “prevedere e mantenere costanti attività di monitoraggio in materia di ordine e sicurezza, con particolare riguardo alla tutela dei ragazzi che quotidianamente frequentano le scuole”; ogni iniziativa “sarà improntata ai principi di prevenzione, collaborazione e responsabilità condivisa”.






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