Sono diminuite del 17%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le procedure fallimentari aperte in provincia di Reggio nel primo semestre del 2022: da gennaio a giugno sono state 29, contro le 35 dello stesso semestre del 2021.
Il settore maggiormente interessato da fallimenti, come ha evidenziato l’analisi dell’ufficio studi della Camera di commercio reggiana sui dati forniti dal tribunale, è stato quello manifatturiero, che ha fatto registrare quasi un terzo dei casi. Sono 10 le imprese del comparto coinvolte in procedure fallimentari, un dato in linea con quello rilevato nel primo semestre dello scorso anno: con una lieve prevalenza delle aziende metalmeccaniche (sei imprese del comparto meccanico e della lavorazione dei metalli), mentre le altre quattro appartengono ad altri ambiti, tra i quali l’alimentare e il tessile.

Si sono dimezzati, invece, i fallimenti nel settore delle costruzioni: i 5 casi di questo primo semestre dell’anno sono numericamente inferiori sia rispetto al dato dei primi sei mesi del 2021 (quando le procedure aperte erano state 11) che a quello del periodo gennaio-giugno 2020, quando i fallimenti avevano raggiunto quota 8 unità. Andamento analogo per quanto riguarda il settore immobiliare, con 3 fallimenti nel primo semestre del 2022 contro i 7 del primo semestre dell’anno precedente.
Sono complessivamente 5 (una in più rispetto al primo semestre del 2021) anche le procedure fallimentari relative al commercio, che comprendono sia il commercio all’ingrosso (due casi) che quello al dettaglio (tre casi). Sono stati toccati più marginalmente, invece, il settore della logistica-trasporti, per il quale nella prima metà dell’anno è stata registrata una sola procedura fallimentare, e quello dei servizi alle persone, con due procedure fallimentari in atto.






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