Nel Pd la guerra si fa a colpi d’invito a cena

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Fioccano le cene nel Pd. Calenda invita Renzi, Gentiloni e Minniti. Nicola Zingaretti invita tutti in trattoria: un imprenditore napoletano, un operaio, uno studente un insegnante.
In principio fu Matteo Ricci, il sindaco di Pesaro, a chiedere ai suoi concittadini di invitarlo per discutere dei problemi della città (“porto il vino o i dolci”, ha promesso Ricci, a onore del vero), poi l’invito a cena ha preso piede.

E la minoranza dem, rimane a bocca asciutta? “Sono a dieta”, è la risposta lapidaria di Andrea Orlando, leader di Dems.

Ricci, venerdì sera, sui social aveva lanciato il suo autoinvito: “#unsindacoinfamiglia vi va di invitarmi a cena?? Io porto le paste o un buon vino del territorio. Ci confronteremo sulla città che cambia. Scrivete a sindaco@comune.pesaro.pu.it #wepesaro Ps. Basta che mi fate mangiare poco!!!”.

Contattato dall’agenzia Dire ha poi spiegato che ci sono già decine di inviti: “Saranno una cinquantina- dice- il problema ora è di organizzarli tutti. Iniziamo a ottobre e andremo avanti fino a novembre. Vorremmo farne anche un piccolo reality: la cena verrà ripresa e mandata in diretta sui social“.

E cosa pensa, invece, dell’invito di Calenda ai big del partito? “La differenza è che io cerco di farmi invitare dalle persone della mia città per parlare di Pesaro, non con i dirigenti del Pd per parlare del Pd. Invito il gruppo dirigente a vederci nelle sedi del Pd, per preparare un congresso di rilancio, non di divisione”.

Nel frattempo, però, bisogna muoversi, incontrare gli elettori,  andare a cena con le persone, stare in mezzo alla gente. Meglio una casa della famiglia Rossi o Bianchi” che una tra dirigenti.

Se Salvini cena con la porchetta, qual è il menù adatto ai democratici? “Una cena molto leggera- risponde Ricci- non troppo pesante, dobbiamo avere la testa lucida. Una cena proteica, con pochi carboidrati, sarà una maratona quella che abbiamo davanti” prima del congresso “e abbiamo bisogno di qualcosa che bruci a lungo”.

“Capisco la battuta ma con questo andazzo chiunque sarà spalerà macerie. Se potete datevi tutti una sana regolata. Se potete e se volete. Un abbraccio”. Così su twitter l’esponente del Pd ed ex senatore dem, Stefano Esposito, rispondendo al tweet del governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, col quale annunciava l’organizzazione di una contro-cena, rispetto a quella promossa da Carlo Calenda, “in trattoria con un operaio, uno studente, un professore e un imprenditore”.