Domenica a Castelnovo Sotto, nella Bassa reggiana, si sono appuntamento circa 150 persone di origine cutrese. La giornata è stata organizzata da una associazione nata da poco e che si chiama “Contro le mafie”. A tenere a battesimo l’iniziativa il sindaco di Cutro Antonio Ceraso, per l’occasione partito dalla Calabria per salire a Reggio Emilia: “Dico di non aver paura di aver coraggio, di uscire da quella sudditanza psicologica che c’è nei confronti dell’ndrangheta”, sono state le parole del primo cittadino calabro.
La discussione, poi, si è concentrata sulle interdittive della Prefettura di Reggio Emilia per arginare il fenomeno malavitoso. Il vicepresidente dell’associazione Francesco Capperi ha spiegato: “Siamo interdetti e non possiamo più lavorare, quindi dobbiamo trovare insieme una soluzione. Non si può dare una interdittiva per parentele solo perché si viene da Cutro. Cutro non è mafia, è altro. Non penso che la prefettura e le istituzioni agiscano per partito preso, ma la cosa più importante è che colpiscano le persone giuste che quindi poi la smettano di inquinare l’economia”.







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