Mercoledì 25 luglio è morto a Zurigo, nella clinica dove era ricoverato dalla fine di giugno per un intervento a una spalla, Sergio Marchionne, ex amministratore delegato di Fca (Fiat-Chrysler Automotive) ed ex presidente e amministratore delegato di Ferrari. Accanto a lui la compagna Manuela Battezzato e i figli Alessio e Tyler.
A ufficializzare la scomparsa del manager, malato da tempo, è stato il presidente di Exor – la holding della famiglia Agnelli – John Elkann: "È accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato. Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore".
Nato a Chieti 66 anni fa, figlio di un maresciallo dei Carabinieri, aveva studiato in Canada (tre lauree in filosofia, economia e giurisprudenza e un master in business administration) e aveva vissuto gli ultimi anni tra Torino e Detroit, guidando la "rivoluzione" che ha portato a quotarsi in borsa Cnh Industrial e Ferrari. A Torino Marchionne lo aveva portato Umberto Agnelli, che lo aveva conosciuto in Sgs e lo aveva voluto nel consiglio di amministrazione: il primo giugno del 2004, pochi giorni dopo la morte di Umberto, è stato lui l’uomo scelto per guidare la rinascita della Fiat, con Luca di Montezemolo presidente e John Elkann vicepresidente.
"Marchionne mi ha ricordato per molti versi mio padre: anche nei momenti in cui era più duro lasciava trasparire dietro quella facciata una grande umanità": lo ha ricordato così Piero Ferrari, il figlio di Enzo, fondatore della casa di Maranello: "Nella mia storia personale con l’azienda ho vissuto tanti momenti dolorosi, oggi purtroppo se ne aggiunge un altro con questa grave perdita. Sergio ha avuto sin dall’insediamento rispetto e riconoscenza per la Ferrari e per la sua storia".
Negli stabilimenti della Ferrari di Fiorano e di Maranello sono state esposte le bandiere a mezz’asta per il manager scomparso ed è stato osservato dai dipendenti un minuto di silenzio.







Ultimi commenti
Ma cosa state a sorprendervi... è soltanto la vostra percezione!
Ma per carità... che triste/tristo e inqualificabile parassitismo
Il problema è che sono considerati più gli immigrati che il popolo italiano. In questo periodo non abbiamo nessuno che ci aiuta ne destra e
Importante è far parlare, le soluzioni non hanno importanza
la prima che hai detto....sicuramente. Perche' delinquenza ed insicurezza sono per lo piu' percezioni soggettive. Segui la dottrina di Don Massari ed accogli anche tu