Barista uccisa a Reggio, il killer si costituisce

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“Sono Hicham Boukssid, l’uomo che state cercando”. In una conferenza stampa nel pomeriggio, verso le 15, sono stati resi noti i particolari delle indagini sull’assassino della giovane barista uccisa a coltellate all’ex Foro Boario. Vi hanno partecipato il dirigente della squadra mobile di Reggio Emilia, Guglielmo Battisti, il sostituto procuratore Marco Marano e il tenente colonnello Alessandro Dimichino, comandante reparto operativo dei carabinieri.

A Hicham Boukssid, il 34enne marocchino che si è costituito nella notte, è contestato l’omicidio volontario aggravato da premeditazione, sevizie e crudeltà e motivi abietti e futili. Per il magistrato il movente potrebbe essere di origine passionale: un amore non corrisposto. Il 34enne marocchino sospettato dell’assassino di Hui Zhou, che secondo gli investigatori spacciava droga tra il lungo Crostolo e la zona dei teatri,  non si sarebbe mai allontanato da Reggio. Senza un domicilio fisso, a volte dormiva dal fratello, e dopo il delitto avrebbe vissuto in un giaciglio di fortuna nascosto nella boscaglia tra canali di irrigazione. Sono ancora in corso attività investigative per capire se qualcuno possa avere aiutato il fuggiasco. Della scena dell’assassinio gli inquirenti avrebbero un video di circa 2 minuti.

Sul movente dell’omicidio, il sostituto procuratore Marco Marano ha pochi dubbi: “La pista passionale è quella che riteniamo più accreditata. Si era infatuato di lei. Ma molto probabilmente era un amore unilaterale, non corrisposto”. Lo stesso magrebino, come ha spiegato il tenente colonnello e comandante del reparto operativo dell’Arma reggiana, Alessandro Dimichino che ha preso in consegna il presunto killer quando si è costituito, avrebbe confermato l’ipotesi.

E’ stato in fuga dieci giorni, in un’area boschiva attorno al torrente Crostolo, pieno di canali e passaggi nascosti, nella zona nord di Reggio Emilia che si estende fino al casello autostradale e alla ferrovia, prima di costituirsi. E nello stesso luogo impervio e fitto di alberi ha condotto gli stessi carabinieri per indicare loro un giaciglio coperto da arbusti, dove aveva nascosto l’arma del delitto, un coltello professionale da cucina con una lama lunga 19 centimetri.

“Abbiamo accertato che proprio in questa zona si dedicasse all’attività di spaccio di hashisc, come ci ha confermato il telefonino sequestrato e che aveva abbandonato. Aveva due schede sim intestate a persone fittizie”, ha detto Guglielmo Battisti, dirigente della squadra mobile della polizia.

Ha spiegato il tenente colonnello dell’Arma Alessandro Dimichino:”Siamo di fronte a un uomo che ha abilità e capacità fisiche oltre la media. Ha resistito dieci giorni in un bosco. Stiamo cercando di capire se sia stato aiutato da solo o abbia agito da solo. Quello di cui siamo certi è che si è sentito braccato grazie alle nostre ricerche. Gli abbiamo fatto terra bruciata attorno e non gli è rimasto altro che costituirsi”.

Mentre il questore di Reggio Emilia Antonio Sbordone ha ricevuto i familiari di Hui Zhou. Nell’incontro si è parlato dei funerali della giovane barita fissati per martedì 20 agosto, alle 11. Le delegazioni della comunità cinese cristiano-evangelica di tutto il Nord Italia saranno alle esequie.

Si è costituito nella notte. L’uomo ricercato per l’omicidio della barista cinese Hui ‘Stefania’ Zhou (martedì i funerali) si è costituito. Nella notte, intorno all’ 1.30, dopo più di dieci giorni di latitanza, la sua fuga è finita: il presunto killer, identificato dalla polizia in Hicham Boukssid, 34 anni, si è presentato in una caserma dei carabinieri di Reggio Emilia. Ha bussato alla porta della caserma di Corso Cairoli, era scalzo e con gli abiti sporchi e probabilmente macchiati di sangue, e avrebbe detto che nei giorni della latitanza non si è mai allontanato dalla città.

L’assassinio della giovane barista di origine cinese Hui Zhou, 24 anni, si è consumato l’8 agosto scorso verso le 18.30, quando un uomo entrato al bar Moulin Rouge (all’ex Foro Boario, appena fuori dal centro di Reggio), è saltato improvvisamente dietro il bancone colpendo con una decina di fendenti la ragazza, caduta esanime sul pavimento. Da quel momento è iniziata la fuga del 34enne marocchino. Nelle ore successive la Questura aveva diramato un ordine di cattura in tutta Italia, inoltrato segnalazioni alle frontiere di confine e diffuso anche la foto dell’indiziato. Il movente del delitto è ancora da chiarire.

Nella mattinata, i militari, nei pressi di via Dei Gonzaga, a Reggio Emilia, hanno trovato un coltello di circa 19 centimetri gettato tra i cespugli, potrebbe essere quello usato per l’assassinio della giovane barista. E’ stato il sospettato Boukssid a indicare il luogo ai carabinieri. A poca distanza anche un giaciglio di fortuna che il 34enne avrebbe usato come nascondiglio.

Il primo cittadino commenta. Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, ha commentato così la vicenda. “È una buona notizia. Nel dramma che ha colpito i familiari, la comunità cinese e l’intera comunità reggiana, la fine della fuga dell’assassino di Hui Zhou è un risultato importante. Se non fosse stato catturato sarebbe stato tutto ancora più difficile.

È un risultato che trasferisce sicurezza pur nel dramma della grande perdita che comunque rimarrà perché la morte di Hui Zhou ha comprensibilmente scosso la città”. La “memoria e la consapevolezza di quanto accaduto penso continuerà ad accompagnare la città”, continua Vecchi. Secondo cui tuttavia “non viene meno il bisogno di vicinanza alla famiglia a cui continueremo ad essere al fianco e all’intera comunità cinese, quella vicinanza e quel sostegno che l’intera città ha fatto sentire in questi giorni perché sono talvolta anche i momenti di dolore che riscoprono il senso e le ragioni di una comunità civile e di un senso di appartenenza. Grazie in particolare alla polizia e alla squadra mobile, all’Arma dei carabinieri, alla polizia locale e ai vigili del fuoco e naturalmente al coordinamento della Procura per il lavoro enorme fatto in questi giorni. Si è costituito anche per questo, perché ha capito che le forze impegnate sul territorio non avrebbero concesso tregua”.



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