L’artigianato reggiano è ancora in difficoltà

congiuntura 2tr2019

Dopo aver chiuso il 2018 in leggera ripresa (la produzione registrava un +0,1%), il 2019 si è aperto in salita per l’artigianato, e la tendenza negativa si è accentuata nel secondo trimestre.

Tutti gli indicatori congiunturali del settore – produzione, fatturato e ordinativi (sia complessivi che per i mercati esteri) – analizzati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio mostrano, infatti, andamenti in flessione con intensità maggiori rispetto al primo trimestre di quest’anno.

Dopo il -1,2% dell’inizio dell’anno in corso, la produzione dell’artigianato ha registrato un’ulteriore contrazione attestandosi al -4% nel periodo aprile-giugno 2019 rispetto allo stesso trimestre del 2018.

La situazione non appare migliore per il fatturato. Anche per tale indicatore si osserva un trend analogo, ovvero la chiusura in campo positivo del 2018 e una brusca inversione di tendenza nell’anno in corso con una flessione che, nel secondo trimestre, ha raggiunto il 3,4%. Per le poche imprese che intrattengono rapporti con i mercati esteri, inoltre, l’andamento negativo è risultato ancora più sostenuto, in quanto la diminuzione è stata del 3,9%.

Registra una battuta d’arresto anche la dinamica di acquisizione degli ordini che, nel trimestre aprile-giugno di quest’anno, mostra una flessione del 3,7%. Anche in questo caso il risultato degli ordini dall’estero – con oltre metà degli artigiani (erano il 16% nella precedente indagine) che evidenzia una diminuzione degli ordini oltre frontiera – mostra una flessione degli ordinativi dei mercati esteri superiore rispetto a quanto registrato per il mercato interno (-5,2%).

L’analisi del volume d’affari dell’artigianato edile, poi, conferma il periodo negativo del settore; il fatturato, infatti, registra una contrazione pari al 3,7%.

Dalle previsioni degli artigiani per il terzo trimestre dell’anno, non emergono ancora segnali di ripresa: anche se più della metà degli intervistati ritiene che la produzione, il fatturato e gli ordinativi complessivi rimarranno stabili nel periodo luglio-settembre 2019, la quota che valuta si registrerà una diminuzione è superiore a chi vede il prossimo futuro più roseo.

Per quanto riguarda l’acquisizione degli ordini del mercato estero, inoltre, la quota che prevede si andrà incontro ad una ulteriore flessione supera il 50%.



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