La Regione sostenga i territori danneggiati, soprattutto l’agricoltura, dopo i nubifragi del 26 luglio che hanno colpito l’area tra Piacenza e Parma e quella tra Reggio Emilia e Modena. In provincia di Bologna e di Ferrara il maltempo si è abbattuto a macchia di leopardo e i danni si riscontrano solo nel settore agricolo.
La richiesta di un intervento è contenuta in un’interrogazione di Andrea Costa (Partito Democratico), sottoscritta anche da altri 10 colleghi del gruppo dem, i quali affermano che sembrano esserci le condizioni per “la Richiesta di deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale” alla presidenza del Consiglio dei ministri.
Costa chiede alla Giunta “se sia già in possesso di una prima ricognizione dei danni registrati sul territorio e quali forme di aiuto intenda mettere in campo a favore delle comunità danneggiate nonché quali soluzioni stia adottando per fronteggiare i danni al settore agricolo, tenuto conto delle limitazioni ai risarcimenti in essere”. Infine, la Regione indichi se eventi così gravi possano essere previsti, “in base alle conoscenze scientifiche disponibili”, in modo più puntuale “e dunque se il sistema di allerta meteo abbia funzionato appieno”.
Il consigliere elenca i danni provocati dai nubifragi tra Piacenza e Modena (i chicchi di grandine hanno superato i 4 centimetri di diametro), che hanno interessato edifici (tra cui la casa natale di Giuseppe Verdi), auto, coltivazioni e provocato la chiusura di un tratto della A1, tra Fiorenzuola e Fidenza, a causa dei veicoli colpiti. Nel Reggiano si sono registrati alcuni feriti nella Bassa, così come nel Modenese dopo che un albero è caduto su un furgone ferendo i due occupanti.
L’atto ispettivo chiede che i Servizi territoriali di caccia e pesca attivino un’istruttoria per delimitare le aree danneggiate, perché le norme nazionali escludono di compensare i danni all’agricoltura, in particolare alle colture vegetali, “con polizze agevolate da contributo pubblico nel pagamento del premio assicurativo come previsto dal Programma di sviluppo rurale nazionale”.
L’interrogazione è firmata anche da Roberta Mori, Pasquale Gerace, Matteo Daffadà, Marcella Zappaterra, Stefano Caliandro, Francesca Maletti, Palma Costi, Manuela Rontini, Massimo Bulbi e Katia Tarasconi.







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