Altro lutto nella Chiesa reggiana: è morto don Agostino Varini, aveva 85 anni

don Agostino Varini – DRG

La diocesi di Reggio Emilia-Guastalla perde un altro sacerdote: nelle prime ore di lunedì 28 settembre, all’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio è morto don Agostino Varini. Aveva 85 anni.

La salma sarà esposta a partire dal tardo pomeriggio di lunedì 28 settembre nella cripta della basilica di San Quirino, a Correggio, la stessa chiesa in cui mercoledì 30 settembre alle 9 l’arcivescovo Giacomo Morandi presiederà la celebrazione delle esequie del presbitero. Al termine del rito, don Varini riposerà nel cimitero di Correggio.

Nato il primo agosto 1941, era cresciuto nella parrocchia di San Quirino, dove il 26 giugno 1982 ha ricevuto l’ordinazione presbiterale. In gioventù aveva lavorato all’ospedale San Sebastiano di Correggio, diventandone economo, prima di maturare la vocazione al sacerdozio.

I fedeli delle numerose comunità che ha accompagnato ne ricordano i tratti cortesi e affabili e l’attenzione alle persone ammalate e fragili. Nei primi anni del suo ministero ha ricoperto l’incarico di vicario parrocchiale a Novellara (1982-1984) e a Cadelbosco di Sopra (1984-1987), per poi accompagnare la comunità di Cella come parroco dal 1987 al 1993.

Dal 1993 al 1995 è stato parroco di Budrio e amministratore parrocchiale a Canolo e Fosdondo, poi parroco a San Maurizio, a Reggio Emilia (1995-1997). In quegli anni è stato anche assistente del settore adulti dell’Azione Cattolica (1992-1995).

Tra il 1997 e il 2015 ha operato nello Scandianese: è stato collaboratore pastorale per le parrocchie della Natività della Beata Vergine Maria e di Santa Teresa di Scandiano (1997-1999), e contemporaneamente cappellano dell’ospedale Cesare Magati di Scandiano (1999-2016) e amministratore parrocchiale a Borzano di Albinea (2000-2009).

Negli ultimi anni del suo ministero è stato direttore dell’Ufficio diocesano e presidente della Consulta diocesana per la pastorale della salute (2004-2015). In seguito, ha offerto la propria disponibilità come collaboratore pastorale ritirandosi nella “sua” Correggio, risiedendo dapprima in canonica e poi presso la casa Divina Provvidenza. Il suo rapporto con la città di origine si è espresso anche nel particolare legame con la Basilica collegiata di San Quirino, della quale era stato nominato canonico.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu