“Giù i fucili dai lupi! Nella pianura Reggiana da qualche tempo si è tornato a gridare ‘al lupo al lupo’. Si parla di razzie e mattanza di bestiame, ma la vera mattanza è quella che provochiamo al nostro territorio attraverso la caccia, il cambiamento climatico e l’urbanizzazione, i fattori che hanno spinto i lupi a scendere dall’Appennino. I “numerosi” casi segnalati di danni da lupi non sono poi così tanti, e il problema dev’essere descritto per quello che è, un furto, perché il bestiame sarebbe comunque finito sulle nostre tavole.” Lo dichiara il Comitato “Marielle Franco” di Possibile Reggio Emilia.
“Il vero problema – aggiungono gli esponenti del partito fondato da Giuseppe Civati e guidato da Beatrice Brignone – è la risonanza che questo continuo allarmismo sta avendo per le persone che abitano in pianura, i quali addirittura temono per bambini e anziani, nonostante dal 1946 non si siano mai verificati in Italia attacchi di lupi all’umano. Allarmismo cavalcato da partiti politici che spingono per ottenere una deportazione o addirittura una caccia di selezione, quando sarebbe sufficiente prendere alcuni accorgimenti per proteggere il proprio bestiame e i propri animali domestici.
“Sarebbe utile – conclude Possibile – se i comuni interessati emanassero un decalogo di comportamenti da seguire in caso di incontri o contatti coi lupi, anziché rincorrere chi vuole farci credere alla fiaba di Cappuccetto Rosso.”






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