Liszt tra sogno e teatro, alla Cavallerizza le lezioni-concerto di Ferrari

Emanuele Ferrari

Uno spettacolo totalmente nuovo: emozionante come un concerto, interessante come una conferenza, coinvolgente come un dramma teatrale. Sul palcoscenico c’è un uomo solo, ma sembrano in tre: Emanuele Ferrari suona il pianoforte da concertista, racconta e spiega da musicologo, si muove e incanta il pubblico da attore. Sabato 23 febbraio, alle ore 18.00, al Teatro Cavallerizza il pianista e ricercatore di musicologia e storia della musica, farà il secondo dei tre incontri dedicati a “Musica e felicità” presentando La felicità sognata: Franz Liszt, parafrasi dal Rigoletto di Giuseppe Verdi.

La parafrasi per pianoforte del celebre quartetto “Bella figlia dell’amore”, realizzata da Liszt, è ben più di una semplice trascrizione. La scena, reinventata e trasfigurata poeticamente, cambia completamente significato. L’ira di Rigoletto e la sofferenza di Gilda si attenuano e sfumano, risucchiate nel vortice del duetto fra il Duca di Mantova e Maddalena, protagonisti qui di un idillio meraviglioso. E’ una scena che ha i lineamenti e i contorni di una visione, e rende con il fascino dei suoni il sogno senza tempo dell’amore eterno.

Non c’è tregua: dal primo istante un pezzo di musica diventa un mondo da ascoltare, abitare, capire e gustare come non avremmo mai sperato di fare. Ferrari suona, canta, spiega, interroga e provoca il pubblico, recita poesie, cita con naturalezza i pittori, i filosofi, i letterati, e tutto diventa improvvisamente facile. Finché ci chiediamo, ascoltandolo frase dopo frase, come abbiamo fatto a non pensarci prima.

Il terzo e ultimo incontro del ciclo sarà sabato 2 marzo con: La felicità del saggio: Chopin.



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