L’Istituzione scuole e nidi d’infanzia del Comune di Reggio, con tutto il Sistema 0-6 (Reggio Children e Fondazione Reggio Children), ha espresso “forte preoccupazione” per il destino delle bambine e dei bambini dell’Afghanistan dopo la ripresa del potere da parte dei talebani nel paese asiatico.
L’assessora comunale a educazione e conoscenza Raffaella Curioni, il presidente dell’istituzione Cristian Fabbi, il direttore Nando Rinaldi, il consiglio di amministrazione e il coordinamento pedagogico hanno ricordato che i nidi e le scuole dell’infanzia reggiane “nascono grazie alle donne e degli uomini della città, dalla volontà di offrire opportunità educative di qualità per la prima infanzia; nascono dopo una dittatura e una guerra che hanno per anni impedito alle bambine e ai bambini di sviluppare in piena libertà il proprio progetto di vita”.
La comunità dei nidi e delle scuole d’infanzia di Reggio, hanno aggiunto, “ha fatto dell’accoglienza e del riconoscimento dei diritti umani una delle ragioni distintive di un progetto educativo e di una cultura dell’infanzia in dialogo con tutto il mondo. Nei modi e nelle forme che le istituzioni nazionali e internazionali decideranno siamo e saremo sempre disponibili ad accogliere bambini, mamme e famiglie in fuga dalla guerra e da regimi illiberali. Perché questo è lo spirito di Reggio Emilia e delle sue scuole”.
“Sentiamo una forte vicinanza con le persone che, in Afghanistan e in tutte le zone del mondo, si sentono private della possibilità di dare forma al proprio futuro. Abbiamo scelto un graffito di Shamsia Hassani, artista di Kabul, che rappresenta la tensione dell’infanzia al futuro anche in un momento di difficoltà. Chiediamo alle istituzioni di impegnarsi per garantire corridoi umanitari, accoglienza senza condizioni, e soprattutto di mettere in gioco azioni atte a ristabilire e garantire alle bambine e ai bambini dell’Afghanistan tutti i diritti sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’infanzia delle Nazioni Unite, nessuno escluso”.






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