L’indice Rt italiano scende a quota 0,86

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Dalla riunione della cabina di regia tra Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e Regioni sul monitoraggio periodico del territorio nazionale è emerso un calo – dopo tre settimane di aumento – dell’indice Rt in Italia: nell’ultima settimana, infatti, l’indice di trasmissibilità è sceso a quota 0,86 rispetto allo 0,89 della settimana precedente. Un dato positivo, che indica una situazione di epidemia di nuovo coronavirus in (seppur lenta) regressione.

In calo anche l’incidenza, che per la prima volta dallo scorso ottobre è tornata sotto la soglia dei 100 nuovi casi di positività ogni 100mila abitanti attestandosi a quota 96 casi ogni 100mila abitanti (la scorsa settimana era di 123 casi ogni 100mila abitanti).

Per la terza settimana consecutiva, inoltre, nessuna Regione o Provincia autonoma è stata classificata come “a rischio alto”. Quattro Regioni hanno una classificazione di “rischio moderato” (Calabria, Lombardia, Toscana e Umbria), ma nessuna di queste ha un’alta probabilità di progressione verso il rischio alto nelle prossime settimane; tutte le altre Regioni e Province autonome hanno invece una classificazione “a rischio basso”. Soltanto due Regioni (Molise a 1.08 e Umbria a 1.03 ) hanno fatto registrare un Rt puntuale maggiore di uno, ma con il limite inferiore sotto la soglia dell’uno.

In calo anche il numero di Regioni e Province autonome con un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o in aree mediche sopra la soglia critica: restano sotto osservazione Lombardia e Toscana (entrambe sopra la soglia limite del 30% di occupazione delle terapie intensive) e la Calabria (sopra la soglia limite del 40% per i ricoveri in area medica), ma la settimana scorsa erano cinque. Il tasso nazionale di occupazione in intensiva (23%) è sceso complessivamente sotto la soglia critica, con una diminuzione di persone ricoverate dalle 2.423 del 4 maggio alle 2.056 dell’11 maggio.



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